La lezione politica che ci viene dal Coronavirus

La minoranza che forma il Governo Conte bis si aggrappa al capestro economico che gli offre l’Unione Europea. La riscoperta della Patria, come espressione del bene comune, non della logica degli economisti apolidi, costituirebbe il vero cambiamento, ma resta l’ostacolo da superare.
La maggioranza del popolo italiano è pronta per il cambiamento. Chi resiste è la casta e la nomenklatura che si aggrappa a falsi miti e lacciuoli costituzionali. La falsa vittoria che è la Resistenza ( l’Italia ha perso la guerra e come nemico, non come cobelligerante, è stata trattata dagli Alleati) viene tenuta in vita con respiratori artificiali. E si evita di dire che ha ormai 75 anni.
Siamo arrivati al momento di rottura del paradigma emerso alla fine della seconda guerra mondiale. La solidità delle istituzioni che lo difendono è in gran parte apparente. La sostituzione del concetto di Patria con ‘Siamo europei’ si sta rivelando in modo sempre più evidente un abbaglio identitario. Il Grande Fratello che dovrebbe aiutarci e amarci, si sta comportando da boia, da aguzzino. Da oltre un decennio parlo di 3 Europe:: quella atlantica, quella continentale e quella mediterranea. L’Italia ha un ruolo storico fondamentale da svolgere riscoprendo ed aderendo alla sua identità mediterranea. Ma i dirigenti, economici, culturali, giornalistici, in parole povere chi conta in Italia, scimmiotta il modello atlantico/continentale. I veri colonizzati sono loro che parlano l’inglese e di spread.

Filippo Salvatore

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