Giornata mondiale per l’acqua

Oggi si celebra la “Giornata Mondiale per l’Acqua” rinnovando un rito che non significa nulla: è come l’otto marzo, tutti ad esaltare il ruolo della Donna e tutti a continuare a vivere come il sette o il nove marzo. Quindi finiamola con queste giornate che sono una presa per i fondelli che CI prendiamo vicendevolmente. Colgo l’occasione per riproporre un estratto di una proposta mia e del Club Lions Vasto “Adriatica Vittoria Colonna”, caduta, dopo un accoglienza che definire entusiasta è riduttivo, nella totale assenza delle istituzioni coinvolte ad eccezione dell’I.I.S. Filippo Palizzi di Vasto.

Cosa possiamo fare tutti noi: intanto informazione ed educazione: il primo risparmio nasce dall’eliminazione degli sprechi: il secondo dalla partecipazione attiva dei cittadini alla soluzione del problema della carenza idrica.

Non sarebbe difficile soddisfare il bisogno di acqua potabile se si volessero e si potessero soddisfare alcune condizioni che prima o poi diventeranno urgenti e non solo a Vasto o in Italia perché l’acqua ha già preso il posto del Petrolio nella economia e nelle tensioni politiche.

La nostra proposta: a Vasto, come in altre città, esistono certamente delle emergenze idriche che scorrono senza ostacoli verso il mare (o i laghi o i fiumi in altre realtà): in particolare la galleria drenante posta al di sotto di via Adriatica ed i grandi pozzi presenti lungo la via Tre Segni; queste emergenze idriche potrebbero essere sfruttate adeguatamente per dare sollievo alla Marina di Vasto, soprattutto durante il periodo estivo e, contemporaneamente, consentire a Vasto alta di disporre di più acqua. Così come le emergenze idriche che si trovano lungo la via di Cona a mare e che vanno ad alimentare gli orti presenti in quella zona: come dunque agire?

  1. Censimento di tutti i pozzi presenti in città ed in campagna con valutazione della profondità del pozzo in termini di quota assoluta, di altezza della falda, di portata idrica.
  2. Documentazione fotografica dei sopralluoghi
  3. Analisi delle acque per verificarne l’uso
  4. Rilettura della storiografia di Vasto atta a ricavare informazioni circa sorgenti idriche (ad esempio l’Acquedotto del Murello) o le sorgenti dell’Angrella, oggi scomparse alla vista per effetto delle opere del Genio Civile, ma che continuano ad irrigare gli orti.
  5. Aggiornamento del regolamento urbanistico che disponga l’obbligo, per le nuove e vecchie costruzioni (dove possibile) del recupero dell’acqua piovana in cisterne con un semplice sistema di depurazione a setti e/o chimico, soprattutto in vista della possibilità di installare un sistema duale di approvvigionamento idrico per cui l’acqua necessaria ai servizi igienici e quella per usi vari (lavatrici, lavastoviglie, lavelli, lavandini, lavaggi auto, ecc.) sia prelevata dalle suddette cisterne e l’acqua per uso alimentare, sia prelevata dalle normali condotte.
  6. Realizzazione di uno o più serbatoi di “riserva” che possano costituire una sorta di volano per quelle emergenze che una volta interessavano Vasto quasi esclusivamente durante l’estate ma, come abbiamo visto, si ripetono con allarmante frequenza in tutti i periodi dell’anno.

Tanto altro da fare, ma tanto da ricavare: ecco perché si chiede l’impegno di tutti, amministratori, studenti, cittadini.

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