Piccola cronistoria (da un articolo su “Destra.it”)

Verso la fine di gennaio, alle prime avvisaglie del “virus cinese”, i governatori leghisti di Lombardia e Veneto, forse prevedendo il peggio, avevano auspicato misure restrittive per chiunque venisse dalla Cina. La Sinistra immediatamente li accusò di “razzismo” e di “fascio-leghismo”; non solo, ma si videro nelle “televisioni di Stato” scene esilaranti di alcuni spensierati turisti che senza alcun timore partivano per la Cina perfino vantandosene nelle immancabili interviste in aeroporto, altri che scialavano a gruppi sui Navigli e altri, personaggi pubblici anche importanti, che per smacco ai leghisti abbracciavano amici cinesi e brindavano con loro quasi per mostrare chi fra gli italiani chi era “buono” e chi era “cattivo”: ambedue le accuse – “razzismo” e “fascio-leghismo” – non reggono ad una semplice critica.

Ognuno, senza bisogno di “medici e di speziali”, si accorge che la  primitiva accusa di “razzismo” soffiata in faccia ai due governatori dalla Sinistra a gennaio appare, via via che si aggrava la situazione, sempre più ideologica e, quindi, ridicola; e se penso che, iniziando da quella data, forse si poteva circoscrivere meglio e con più efficacia il virus e che l’ideologia di lor signori ha impedito quel tentativo di contenimento del morbo.

Paragonare, poi, il Fascismo al Leghismo è una contradictio in terminis, cioè due concetti che si eliminano a vicenda, frutto dell’ignoranza di chi non ha studiato e capito la Storia, il Fascismo è stato nazionalista, accentratore e statalista (“noi ci siamo definiti totalitari”, “tutto nello Stato, nulla al di fuori dello Stato”, declamava Mussolini!) mentre il Leghismo è federalista, autonomista, talvolta con velleità perfino separatiste da Roma!

Intendiamoci, chiunque legittimamente avrebbe potuto obiettare qualsivoglia cosa contro la proposta dei suddetti  governatori anche perché in gennaio, forse, non era ancora chiara la portata disastrosa del corona virus cinese e la richiesta leghista poteva apparire esagerata o, peggio, fatta apposta per mettere in difficoltà il Governo ritenuto “incapace”; ma la Sinistra ha preferito imboccare non la critica legittima e magari costruttiva com’era suo diritto e dovere, ma la scorciatoia più facile e veloce, quella suggeritagli dalla ideologia e ha preferito l’insulto parlando subito di “razzismo” e “fascio-leghismo”.

La Sinistra che, fallito il Comunismo da essa fideisticamente accettato, non ha trovato ancora un “modello” di democrazia perché non ha fatto, né intende farli, i conti con anni di inganni e di omissioni sulle gravi ed inemendabili colpe di cui si è resa responsabile ed ha bisogno di fabbricarsi un fantoccio contro cui scagliarsi: questo fantoccio lo chiama “fascismo” e trascina turbe di ubbidienti – girotondini, pesciolini, sardine, primi della classe – in piazza con “bandiere e trombette” per combattere un “fantasma” e far credere loro di essere perfino salvatori della patria in pericolo. Ma la gente è ormai stanca delle continue bugie e di essere preso per i fondelli: così avviene che la Lega o Fratelli d’Italia si presentano come risposta ai bisogni degli italiani ed automaticamente diventano “fascisti”, “male assoluto”, “pericolo pubblico” da cui difendersi; così è accaduto ai due governatori leghisti che,  avendo tentato di proporre, una volta tanto, qualcosa di sensato, hanno rimediato – ahi loro! – solo insulti.

Elio Bitritto

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