ONG = Organizzazioni Notoriamente Geniali

Le Ong non vogliono fermarsi e sono pronte a portare altri migranti che determineranno un doppio problema: da un lato passeranno da una guerra … ad un’altra, più subdola, dall’altra determineranno un aggravamento delle condizioni logistiche e sanitarie di un Paese, l’Italia., alle prese con il Covid-19. Queste loro decisioni non solo cozzano contro il più elementare concetto di quoziente minimo di intelligenza, ma dimostrano che in realtà a loro dei “migranti” non glie ne può fregare di meno, dimostrano che i “migranti” sono puri e semplici “pacchi” da lasciare sulla porta di casa, senza neanche farsi firmare la ricevuta di avvenuta consegna. Le parole di Riccardo Gatti, presidente di Open Arms (ONG spagnola), dichiara: “In Libia ci sono ancora uomini, donne e bambini che rischiano la vita ogni giorno in Libia il coronavirus non è l’unico problema, la loro vita è violata. Tutti i giorni”. In pratica, secondo questo signore le uniche sofferenze degne di nota sono quelle di coloro che vivono nella sponda africana del Mediterraneo: e cosa importa se la situazione in Italia sia drammatica, sia per i cittadini residenti da sempre che per gli immigrati ammassati nei centri di accoglienza, impossibilitati ad accoglierne ancora e che sciamano tranquillamente senza alcuna remora aumentando i rischi per tutti.

Poco importa dunque se l’Italia oggi non è in grado di accogliere nemmeno una persona in più rispetto alle migliaia che, a fatica e con non pochi rischi, trattiene all’interno dei centri di accoglienza.

Non è possibile non capire che tutta Italia è sotto pressione per la logistica, per l’assistenza semplice, soprattutto per i medici ed i volontari in corsia che non vedono le proprie famiglie da settimane per dare una speranza di vita a tutte quelle persone che non hanno più la forza di respirare autonomamente.

Non è possibile non capire che anche in Italia è in corso una guerra, magari anche più subdola di quella guerreggiata, non è possibile non capire che ogni sbarco, sia dalle navi ONG che dalle barchette e gommoni equivale a togliere forze di sicurezza e di soccorso destinate alla nostra guerra, quella che stiamo combattendo contro il virus.

Un singolo approdo di migranti in Italia, oggi potrebbe voler dire assestare un colpo molto duro a livello organizzativo, e non solo, a tutte quelle Prefetture già ingolfate di lavoro per coordinare al meglio gli interventi logistici relativi alla battaglia contro il virus.

Un rappresentante delle Ong che rimarca la necessità di tornare nel Mediterraneo, ignora forse l’emergenza che c’è sulla terraferma, non ha forse visto le immagini dei cimiteri della bergamasca dove decine di persone non possono essere sepolte perché mancano i posti necessari, non ha idea dell’inferno calato in tutta la penisola. Non si può non capire che l’Italia ormai NON è un porto sicuro, così come non lo è una qualsiasi porto: ed allora, se veramente vogliono fare un favore ai “migranti” trasformino le loro navi in Navi Ospedale nel senso che tengano i loro ospiti in quarantena per almeno due settimane per “salvarli” da eventuali contagi, altrimenti tutto questo presunto spirito umanitario sarà solo una farsa, per di più dolosa. E non si capisce come, da parte di questo governo non ci sia stato alcun commento alle intenzioni di ripresa delle attività delle ONG (e questo era abbastanza scontato); e non meraviglia neppure l’assenza dell’UE per cui i confini dell’Europa si fermano alle Alpi e se si fermano alle Alpi allora che ci stiamo a fare in Europa, in questa Europa?

Elio Bitritto

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