La vera (?) necessità del MES

Due cose si conoscono sul MES: la prima è la scelta di aiutare i Paesi dell’UE in difficoltà, purché abbiano un deficit basso: la seconda è che non si possono conoscere tutti gli articoli, i dettagli, le procedure perché, in sostanza e come già scritto su queste pagine, l’UE impone il segreto! Tutto il centro-destra insorge contro questo “segreto di stato” che l’UE così sollecita a parlare di democrazia  e trasparenza oppone alle legittime richieste degli italiani. Il ministro delle finanze, dopo aver dichiarato che sarebbe andato a “battere i pugni a Bruxelles” ed essere stato sbugiardato dallo stesso presidente della Commissione che si occupa del MES con la frase “piccoli aggiustamenti formali”, dichiara tranquillamente che “il testo è inemendabile”: in pratica non si può modificare di una virgola! E qui mi sovviene quanto, complici i nostri rappresentanti di maggioranza a Bruxelles consentirono alla Germania allorché le banche tedesche in difficoltà furono aiutate con i famosi  e altalenanti “aiuti di stato” che furono invece vietati quando l’Italia si trovò nella stessa condizione. Oggi il sospetto, vista l’abilità dei tedeschi di farsi gli affari propri con la complicità di incapaci o venduti, è che questo MES abbia una finalità altrettanto vantaggiosa per la Germania. Accade infatti che la Deutsche Bank  sia in difficoltà e, naturalmente la Germania non può fare lo stesso giochetto ed allora si inventa il MES. Facciamo un passo indietro e torniamo alla Deutsche Bank: questa banca è da tempo in difficoltà e nel 2019 ha fatto registrare perdite per 5,7 miliardi di euro, superiori ai 5 miliardi previsti dalla stessa banca ed in aggiunta ai 52 miliardi già accumulati. Il quotidiano ”Frankfurter Allgemeine Zeitung” informa che nello scorso anno, gli utili di Deutsche Bank sono diminuiti dell’8 per cento a 23,2 miliardi di euro, mentre i costi sono aumentati del 7 per cento a poco più di 25 miliardi di euro, principalmente a causa delle spese connesse alla ristrutturazione. In sostanza il colosso bancario tedesco per il quinto trimestre consecutivo accusa fortissime perdite d’esercizio. Il valore delle azioni è precipitato a 7,6 euro contro i 100 euro di otto anni fa. A questo punto ed anche se è solo una ipotesi, la “quadratura” del cerchio! Pochissimi sono i Paesi dell’UE con basso debito pubblico e, tra questi, soprattutto la Germania: così, in pratica la grande potenza si prepara a fare una raccolta fondi dai Paesi con alto  debito pubblico, in primis l’Italia, per poi sovvenzionare i Paesi con basso debito pubblico, in primis la Germania! E Gualtieri che non rivela i termini di questo accordo rappresenta la cartina di tornasole di questa ipotesi che per qualcuno potrebbe apparire “fantapolitica” ma per altri potrebbe avere, purtroppo, solide basi.

Se poi qualcuno volesse, se non una conferma, almeno una indicazione, sarà sufficiente questa analisi che non è italiana e neanche sovranista: l’andamento di Deutsche Bank sul mercato è paragonabile a quello delle recenti MPS o Carige, con la piccola differenza che DB è una banca estremamente rischiosa, che ha in bilancio qualcosa come 64mila miliardi di derivati, SESSANTAQUATTROMILA MILIARDI. Il quantitativo esorbitante di derivati posseduti da DB è pari a circa 5 volte il PIL dell’intera Eurozona e ben 16 volte quello della stessa Germania. (fonte ZeroHedge). Il grafico in testa all’articolo, anche se limitato al 2018 è estremamente indicativo dell’andamento della “solidità” della Banca.

Elio Bitritto

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