Il Giorno del Ricordo

Stile comunista o nazista, il risultato non cambia: l’importante è se non negare (ormai impossibile) almeno minimizzare o attribuire ai fascisti la violenza come vendetta. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che l’unico pericolo fascista oggi presente in Italia è quello di una sinistra che non vuole accettare che la guerra è finita ed alimenta odio nei confronti di chi non la pensa in un certo modo. Ed allora il 10 febbraio si preannuncia come il giorno dell’odio, non delle memoria, il giorno in cui l’orrore delle foibe e la pulizia etnica, vero esempio di razzismo vengono addebitati al fascismo ormai sconfitto. Incapaci di proporsi come forza democratica, visti gli insuccessi certificati dalla Storia, la sinistra ha cambiato bersaglio ed è passata dalla guerra al capitalismo (ampiamente persa al punto che è salita sul carro del vincitore) alla guerra alla rinascita di un fascismo che non c’è, non può esserci se non nelle menti malate di chi lo evoca. Non si accorge, la sinistra in generale, che l’imporsi delle destre, ben lontane  da un inesistente ed impossibile fascismo, è il frutto della sua incapacità ad interpretare i bisogni della gente, al punto che queste esigenze del proletariato ormai borghesia e borghesia stessa sono  state abbandonate per raffinati salotti e tartine al caviale. Non si accorge, questa sinistra piena di sé, che non sono le destre a strumentalizzare l’eccidio, ma essa stessa, incapace di ammettere che la guerra porta anche a questo, non solo alla esaltazione, peraltro giusta e doverosa, dei fratelli Cervi mai paragonata alla strage dei fratelli Govoni. No! per questa sinistra continua ad esserci il morto buono ed il morto cattivo, facendo finta di non vedere che solo in Italia si continua a celebrare la Festa della Liberazione come opera massima dei partigiani mentre in Francia dove il “maquis ha avuto ben altro ruolo e peso rispetto ai partigiani italiani, si celebra l’anniversario della Vittoria degli Alleati e la capitolazione della Germania (otto maggio). Lasciamo stare il travagliato iter della Legge ostacolato in ogni modo dalle sinistre che negavano perfino l’evidenza: finalmente accettata la ricorrenza la sinistra si accredita di una nuova medaglia all’opportunismo politico: peggio della negazione delle foibe e della espulsione degli italiani, la giustificazione di un atto vile perpetrato in nome del comunismo! La peggiore strumentalizzazione (ma tanto ci sono abituati), perché subdola, strisciante, senza neanche il coraggio di ammettere che la porcheria c’era stata ma “à la guerre comme à la guerre”! e così la vulgata comunista ammette “nelle foibe le persone vennero trucidate davvero, però per colpa del fascismo … che è anche oggi un pericolo reale e incombente sull’Italia”. E così questa vulgata, volgare come ogni cosa della sinistra, accentua i toni  a causa della travolgente ascesa di Salvini e Meloni che raggiungono quei numeri certamente non dai salotti ma dalla gente che ogni giorno ha a che fare con la realtà che non è quella degli attici o di certi quartieri. E così la parola d’ordine è “Pericolo fascismo”, urlato a squarciagola, sperando che la gente terrorizzata si raccolga sotto la loro ala. E così si arriva a “sì, i morti ci sono stati ma erano molto meno di quanto raccontato dai nuovi fascisti e, comunque erano fascisti!”. E torna prepotente un certo Dna, quello di confondere il ricordo e la “pietas” verso i martiri delle foibe e gli esuli cacciati dai comunisti, titini ed italiani con l’antifascismo! Ma tutto ciò non basta! Questi campioni della democrazia a senso unico se la prendono persino con la satira che se è quella di sinistra che raffigura Salvini appeso in piazzale Loreto è “satira” ma se, senza scendere in scene truculente, vigliacche e blasfeme (come abitudine di Vauro) è quella di Krancic, si scatena il buon gusto o meglio la CENSURA appunto mascherata (siamo a carnevale) da “buon gusto”. Accade dunque che a Firenze una mostra itinerante di Krancic sulle foibe, noto disegnatore satirico di destra, fiumano di origine, venga vietata dai quartieri con una serie di motivazioni che più ipocrite e sinistre non si può, tanto è vero che le motivazioni con cui viene negata la mostra sono totalmente diverse. “Al Quartiere 1 (Centro storico) ci è stato detto che la decisione doveva essere demandata al sindaco Nardella, al 4 (Isolotto Legnaia) che se ne potrà parlare l’anno prossimo, a patto che oltre a Krancic siano presenti anche le vignette satiriche di altri disegnatori, al Quartiere 3 (Gavinana Galluzzo), la presidente Perini, via WhatsApp, rende noto che le vignette attaccavano l’Anpi ed esponenti del Pd. Se non è censura questa! In particolare questa “figlia della Lupa” di oggi dichiara senza vergogna “Quando ho chiesto di visionare le vignette della mostra rifiutate anche da altri quartieri di Firenze, mi sono resa conto che si trattava di vignette denigratorie nei confronti di presidenti della Repubblica, esponenti dell’Anpi e del Pd. Non è una questione di censura ma di educazione e buon senso”! E purtroppo gli episodi avvenuti nei Quartieri confermano che per la sinistra fiorentina di foibe meno si parla, meglio è”. Evidentemente finora le sinistre, l’Anpi, gli antifascisti di professione non hanno trasmesso molto se il popolo li ha abbandonati e chiamare all’odio è odio oltre che puro sciacallaggio. E continuo a chiedere che anche a Vasto ci sia un sussulto di onestà politica concedendo la cittadinanza onoraria alla signora Magda Rover, esule istriana, da lunghi anni nella nostra città.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: