La paura per il Coronavirus ha colpito anche Vasto

 

Ieri mattina sono andata a far spese presso il negozio Jolly di Li Hongpeng in via del Porto e subito mi sono resa conto che la situazione non si presentava come in tutte le altre occasioni nelle quali mi ero recata li. Allora è scattata in me l’anima del giornalista ed ho deciso di rivolgere alcune domande ad una gentile signora che mi sono trovata davanti. Lei forse ha pensato che mi riferivo alla merce che avevo in mano ma, appena ho chiesto se erano diminuite le persone che entravano nel suo locale, ha cambiato espressione ed addolorata mi ha risposto che era così, moltissimi non andavano più da loro ma:” Noi abitiamo qui, non veniamo dalla Cina, non siamo ammalati”! Mi ha risposto. Io mi sono solo sentita di consolarla e di dirle che purtroppo le fake news ( notizie false ) su questo virus sono molte, che le persone non si fidano di ciò che ci viene detto e che la paura irrazionale invade le nostre menti. E’ soprattutto di questo che vorrei parlarvi oggi. Gli oggetti che si vendono nei negozi cinesi non sono veicolo di contagio e non bisogna certo arrivare a quello che un signore ha chiesto, telefonando al numero messo a disposizione e cioè se la cintura di pelle che aveva acquistato in un negozio cinese, fosse pericolosa da tenere in casa. Il Ministero della Salute, proprio per evitare queste erronee interpretazioni da parte dei cittadini, ha recentemente sottoscritto un accordo con Twitter, che metterà in evidenza il link ( pagina ) ufficiale. L’infezione non si trasmette attraverso il contatto con i nostri amici animali. E’ un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline delle persone infette quando starnutiscono, tossiscono o si soffiano il naso. Quindi non si è contagiati se si ci reca in un negozio cinese che da anni si trova sul nostro territorio o andando a cena in un locale cinese. In un’intervista rilasciata a Canale 5, una nota ristoratrice di Roma ha detto che da una settimana a questa parte non ha più clienti, fra i quali molti VIP. Ha aggiunto che questo penalizza di molto tutto l’indotto italiano dal quale loro ricevono la merce. Mi sono perciò decisa a parlare di quello che sta succedendo intorno a noi, per sfatare alcune false credenze che stanno venendo fuori in questi ultimi giorni e riportare la calma necessaria che ci faccia essere solidali con i nostri amici cinesi che si trovano alle prese con questa terribile calamità. Per proteggersi dal contagio valgono le normali abitudini che dovremmo avere giornalmente e cioè: Lavarsi spesso le mani e, se si presentano febbre, tosse o difficoltà respiratoria e si è viaggiato in Cina o si è stati in contatto con una persona tornata dalla Cina, affetta da malattia respiratoria, segnalarlo al numero 1500 del Ministero della Salute. Bastano semplici cose come queste per stare tranquilli, inutili le corse per acquistare mascherine, già introvabili, che sono ora vendute a 2 euro l’una perché si ci approfitta per fare dello sciacallaggio, mascherine che del resto dovrebbero essere indossate solo da chi è affetto da questa sindrome. La mia conclusione quindi vuole essere di rassicurazione e di non demonizzazione verso alcune categorie di persone che lavorano e vivono qui in città da tantissimi anni. Vi lascio con un’ultima domanda che spero vi faccia riflettere:” Se fosse capitata a noi una simile tragedia”?

Anna Maria Orsini

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