Pelosi, Zingaretti, Anpi, UE

Ieri c’è stato l’annuale discorso di Trump sullo Stato dell’Unione: si è subito notato la sgarbo di Trump per aver ignorato la stretta di mano in segno di saluto nei confronti della signora Nancy Pelosi speaker della Camera. Il gesto scortese è stato seguito da una serie di smorfie e faccette della signora che, alla fine dell’intervento del presidente ha platealmente stracciato il testo del discorso. Detta così è chiaro che tutta la solidarietà andrebbe alla signora Pelosi se non fosse che sia stata la maggiore accusatrice di Trump definito truffatore, bugiardo  in più occasioni al punto da indurla a chiedere il cosiddetto “impeachment”, vale a dire l’impossibilità a ricandidarsi per la presidenza USA. Il tutto in prosecuzione all’infinita serie di accuse che vedevano Trump coinvolto in losche trame con il presidente dell’Ucraina, per aver sollecitato una rigorosa inchiesta nei confronti del figlio di Biden, vicepresidente USA con Obama, accusato a vario titolo di diversi reati legati a prostituzione e spaccio. E senza dimenticare le illazioni, dimostratesi ampiamente false, circa un’elezione (quella di Trump) favorita da hacker russi. Pensare che Trump potesse avere un gesto di cortesia nei confronti di una donna accecata dall’odio sarebbe stato arduo: ma tant’è dato che la tracotanza delle sinistre è ormai parete integrante del loro DNA. Ma torniamo al nostro “buono”, bravo, sincero e democratico Zingaretti: delle sue scuse per le false accuse ai cittadini di Frosinone non se ne vede traccia- Sempre pronti se un qualsiasi simpatizzante della Lega o di FdI dice una sciocchezza a chiedere che Salvini o la Meloni si dissocino ufficialmente dalla stupidaggine lieve o grave che sia dovremmo chiedere a Zingaretti di dissociarsi da se stesso! Ma sarebbe inutile perché sono già dissociati: hanno il corpo in Italia e il cervello (chi lo ha) a  Mosca, ma non quella di oggi, quella di  Breznev. Ma per questo personaggio ho già speso troppe parole: voglio invece tornare all’argomento più importante di questi giorni, la ricorrenza del 10 febbraio, la Giornata del Ricordo istituita perché venissero ricordati gli italiani massacrati e buttati nelle foibe  e gli italiani costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia a causa della violenza senza senso dei comunisti di Tito. La cosa veramente vergognosa in questo caso è l’indifferenza delle istituzioni (ma di questo  eravamo consapevoli) ma, soprattutto, la presenza dell’ANPI che, fedele al suo motto “La guerra non è finita” non potendo più negare l’esistenza delle foibe con il loro luridume morale, ne minimizzano la portata (stavo per dire la porcata) al punto che la sezione di Lecce parla ancora di “presunte foibe” (tra l’altro che a Lecce sia stata combattuta una guerra partigiana non è noto). Ma ancora più grave e indecente è la presentazione in Senato di un convegno, organizzato dall’ANPI, che non è difficile definire “giustificazionista”. In questo caso non si parla “brutalmente” di “presunte foibe” ma forse si raggiunge un livello ancora più basso, più che da foibe, da fogne, perché, in fondo, quegli italiani “se l’erano cercata, una sorta di ritorsione slava”. E, a proposito di questi ultimi, la loro richiesta al tribunale di Strasburgo di risarcimento per le terre ed i beni rubati dagli slavi, è stata definitivamente respinta nel 2015, complice il governo di sinistra dell’epoca che non ha avuto neanche il pudore di contestare la presenza del giudice relatore, tale Mirjiana Lazarova Trajkovska proveniente dalla ex Jugoslavia!

Elio Bitritto

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