L’Inghilterra non fa più parte della UE. Quali scenari?

Dal 31 gennaio 2020 il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea. Uno dei quattro grandi paesi con oltre 60 milioni di abitanti ( Regno Unito, Germania, Francia e Italia) afferma di non credere nell’Unione Europea così com’è. Quali saranno le possibili conseguenze?
All’interno del Regno Unito saranno gravi. Il RU dovrà vedersela con Il separatismo scozzese. Ci sarà fra uno e due anni un secondo referendum sull’indipedenza della Scozia e una vittoria dei secessionisti non è da escludere. E lo stesso discorso va fatto anche per l’Ulster, o Irlanda del Nord. La riunificazione delle due Irlande è una possibilità plausibile. E rigurgiti separatisti esistono anche nel Galles. Risultato? Il Regno Unito corrisponderà all’estensione geografica dell’Inghilterra con una popolazione di poco più di 50 milioni di abitanti, una media potenza economica e militare. L’impero britannico sarà un nostalgico ricordo. All’Inghilterra resta però una carta vincente, l’uso dell’inglese come lingua franca e di lavoro a livello internazionale. E lingua usata è potere. Tuttavia anche la Scozia e l’Irlanda faranno valere lo stesso privilegio.
Quali saranno le eventuali conseguenze per l’Unione Europea? Saranno numerose e gravi. La prima è: il modello imperante, quello dell’unione basato sul centralismo burocratico e dominato dal duo Germania/Francia e dall’uso di una moneta comune, l’euro, è un modello in crisi. Emergerà sempre più prepotentemente ‘il bisogno di profonde riforme per un’Europa dei popoli e per l’abbandono dell’Europa dei banchieri. Ed il paese che farà valere il bisogno di maggiore autonomia sarà l’Italia. La maggioranza del popolo italiano à diventata euroscettica, come i risultati delle prossime elezioni nazionali dimostreranno.

Filippo Salvatore

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