‘Appunti (sparsi) di viaggio ‘ di Giovanni Iovacchini

Si può viaggiare in tanti modi, oggi: con la valigia, la mente o il cuore, materialmente o virtualmente, sulle ali di un libro o di un Boing. Qualunque sia la maniera, però, quel che conta è lasciarsi plasmare dalle esperienze, gli incontri, i paesaggi. E poi condividere l’emozione dell’attimo, del dettaglio, di quel qualcosa difficile a volte da esprimere con le parole. Ecco allora che la fotografia può compiere il miracolo, arrivando giù fino all’essenza e riportandola in superficie. ‘Appunti (sparsi) di viaggio ‘ di Giovanni Iovacchini si propone proprio questo: raccontare con un uso sapiente del linguaggio della fotografia, luci, piani e colori, gli stati d’animo che possono generarsi da una ruga, una croce, una nuvola o una sezione di piano. Gli scatti di Giovanni Iovacchini sono infatti alieni dall’essere un puro esercizio fotografico: essi sono piuttosto epifanie, allegre, dolorose, mai giudicanti e però nemmeno distaccate, dialogo personale con il soggetto di fronte, ricerca dinamica di significati, che l’obiettivo impressiona con il desiderio di comunicarlo a tutti. La fotografia di Iovacchini, con una lunga militanza nell’educazione alla settima arte nonché acuto esaminatore in svariate competizioni concorsuali, è allusione, ricerca, immaginazione, ma soprattutto stupore per ogni nuova scoperta. Allora lasciamoci contagiare dallo sguardo empatico di Giovanni e viaggeremo con lui dentro e fuori di noi. 

Flavia Florindi

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