San Remo antifascista: T.S.O.???

 

 

 

 

Dopo Rita Pavone è il turno di Achille Lauro accusato di “Flagranza di Fascismo” per il fatto che la sua canzone si intitola “me ne frego”. E così, per l’ennesima volta la cosiddetta parte “colta” del Paese, vale a dire la sinistra in genere, non contenta di aver contestato “A noi” (1918 o 1920) perché fascista, non contento di aver contestato “Eia, Eia, Eia, Alalà” (1918) perché fascista, si infogna oggi su “Me ne frego” (1918) perché fascista. Questi tre motti, attribuiti dai trinariciuti al fascismo, sono nati PRIMA del fascismo e, comunque, ad opera di Gabriele D’Annunzio cui, per inciso, va attribuita anche la denominazione di uno dei dolci abruzzesi più apprezzati, il Parrozzo, che, essendo “nero” probabilmente sarà bandito dalle tavole di tutti i trinariciuti. Con lo stesso livore, la stessa spocchia, la stessa livida manifestazione d’odio, potrei dire che la maggioranza dei cantanti è comunista o che la Rula Jebreal è amica dei terroristi. Vero è che non sono medico e neanche paramedico ma credo di essere nel giusto attribuendo alle sinistre comuniste (e succedanei) uno stato paranoico tipico di chi vede il fascismo pure nei maccheroni alla carbonara! Mentre si parla del Festival di San Remo (che personalmente non vedo dai tempi della minore età di Gigliola Cinquetti) credo che l’argomento potrebbe, dovrebbe essere la qualità delle musiche, le “poesie” che spesso ne costituiscono i testi: invece la prima scrematura che fanno gli idioti è “ma questo o questa la pensa come noi o è qualche pericoloso/a fascista? Come si permette di partecipare ad un Festival musicale senza avere la tessera o almeno spiccate simpatie per le sinistre? Un affronto alla democrazia! Ecco cosa è per questi individui la democrazia: essere di sinistra o non essere. Padronissimi di pensarla come volete: non sarò certo io a dire che cosa siete (pensandoci un poco potreste capirlo da soli) ma allora perché non cambiate nome e da Festival della Canzone di San Remo passare a Festival della Canzone Sinistra di San Remo, così non ci sarà alcuno sdegno, i cantanti, gli ospiti i presentatori, le vallette e gli spettatori, tutti rigorosamente di sinistra. E così avremo il piacere di ascoltare il monologo della bella Rula Jebreal, esperta di questioni palestinesi al punto che una diecina di anni fa accusò l’allora primo ministro israeliano Olmert di non aver realizzato la Road Map dopo il ritiro delle truppe israeliane da Gaza, non sapendo o fingendo di ignorare (l’esperta) che la Road Map non si concretizzò solo per i continui attacchi con missili da Gaza. Oppure potrebbe cogliere l’occasione di chiarire o di scusarsi quando se ne andò dall’Italia accusando gli italiani di  essere “tutti razzisti e fascisti”. Però è andata a vivere, sposa di un ricco ebreo (!) in America dove si è trovata un grande amico, tale Donald Trump (ma da lì non se ne andrà)! Ma tornando a quello che la ragazza ha dichiarato, cioè di fare un discorso sulle donne, sulla loro difesa, contro la violenza in ogni forma, potrebbe spendere due parole per condannare la discriminazione nei confronti di Rita Pavone! O no? Chissà se racconterà la vita di sacrifici che la figlia di un proletario ha vissuto prima della fama; chissà se stigmatizzerà il vigliacco e sessista accostamento delle foto di Rita e di Rula a dimostrare quanto è bella l’una e quanto NON è bella (a quasi ottanta anni) l’altra. Infine, non contenti dell’odio, del disprezzo, del dileggio fino ad oggi mostrati e dimostrati, i “fenomeni” impediscono alla Gregoracci di essere presente  sempre perché di destra: parlare di pena è riduttivo, diciamo che siamo in presenza di un atteggiamento “diversamente” mafioso.

Elio Bitritto

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