Il politicamente corretto

Intorno al 1963 si è verificato in Italia un evento insospettabile e forse ancora, se non da pochi, sospettato. Nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra: ma mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare. Si credeva che i cretini nascessero soltanto a destra, e perciò l’evento non ha trovato registrazione. Tra non molto, forse, saremo costretti a celebrarne l’Epifania.

Naturalmente è sempre stato facile (e lo è anche oggi) individuare, mettere all’indice, fustigare il cretino di destra, di centro o il cretino generico e apolitico. Ma quello di sinistra no. Tuttora si fa fatica a trovare segnalazioni delle sue gesta nelle narrazioni ufficiali del nostro tempo che sono i giornali.

La premessa per indicare un modus operandi et cogitandi delle sinistre in Italia a ciò indotte dai “grandi” pensatori americani ed ampliate dalle testate (stavo per dire ”testoni”) della maggioranza dei media italiani. Tanto per fare un esempio minimale a Bologna Salvini viene contestato da due cittadini perché, invitato alla Befana della Polizia all’Antoniano: dato che il livore e la mancanza di intelligenza prevalgono in queste personcine, si sono subito buttati sulla inopportunità di “strumentalizzare” una festa di bambini. Naturalmente quando una squadra di calcio di ragazzette scende in campo inneggiando alle “sardine” la strumentalizzazione non esiste. Ma non è solo questo il limite delle intelligenze sinistre sempre pronte a copiare il peggio che vien d’oltreoceano, a cominciare da ciò che farisaicamente definiscono “politicamente corretto”. Così sostituire “handicappato” con “diversamente abile”, elidere una “g” da “negro” ed usare il termine “nero” è una cretinata perché magari il “piccolo negro” dovresti chiamarlo “neretto” manco fosse un carattere di stampa. O acquista una speranza il cieco se lo chiamo “non vedente” o il sordo se lo chiamo “non udente”? Devo pensare che questi cultori del farisaico “politicamente corretto” pensano di offendere il cieco o il sordo se vengono definiti come tali? Secondo me viene invece accentuata la loro diversità. Tornando a “negro” questi pseudo intellettuali non sanno o fingono di non sapere che la parola deriva dal latino “niger” che in America  coincide con “black” ed in G.B, con “coloured”: in Spagna e Portogallo si dice “negro”, in Olanda, Germania e Ungheria “neger” e nessuno si offende. E così in Italia si preferisce farisaicamente “… di colore” (che poi potrebbe far immaginare magari un tipo con la pelle rosa, blu, amaranto …!). Ma dagli USA l’onda melmosa del politicamente corretta si aggancia alla stessa onda melmosa che ha portato i talebani a distruggere le statue di Budda: così il “New Yorker” esce con un ponderoso articolo dal titolo “Perché ci sono ancora tanti monumenti fascisti in Italia?”. E perché ancora esiste il “Palazzo della Civiltà Italiana” all’EUR definito come “cimelio di una ripugnante aggressione fascista oggi celebrato in Italia come un’icona modernista”? La cosa grave è che la proposta viene da una pluripremiata docente di studi italiani della New York University!!! D’altra parte Gli USA sono anche il Paese dove si edificano musei in cui la storia del mondo coincide con il calendario desunto dalla Bibbia (seimila anni !!!) o che considera estinti i dinosauri nel tardo medioevo!!!

Ma gli americani non fanno sconti a nessuno, neanche a loro stessi:  così la statua del generale Lee viene coperta da teloni neri (qualcuno suggeriva l’abbattimento) per non urtare la sensibilità dei negri (pardon dei colorati). A Los Angeles è stata rimossa la statua di Cristoforo Colombo  perché “… personalmente responsabile di diverse atrocità”. A questo punto gli americani dovrebbero suicidarsi in massa considerando che, in qualità di immigrati hanno distrutto la popolazione nativa.

Così, sempre in nome di questa farisaica utopia del politicamente corretto, questi imbecilli (sì è il termine giusto!) definiscono i partecipanti al Congresso Mondiale della Famiglia a Verona (nel migliore dei casi) “fossili viventi”. Così, secondo il politicamente corretto, non solo si DEVONO difendere i diritti delle famiglie arcobaleno (e mi sembra giusto) ma non si possono difendere le scelte delle famiglie naturali cosa che appare quanto meno odiosamente indecente! Chissà quale successo avranno, se mai potranno essere diffuse, queste stesse idee nei Paesi islamici dove i gay vengono lapidati o gettati dalle finestre o terrazzi o rupi.

Questi imbecilli stanno cercando, in nome dell’amore verso tutti, di imporre una “religione d’odio” verso chi la pensa diversamente.

P.S.: L’aforisma all’inizio dell’articolo ha la firma di un certo Leonardo Sciascia

Elio Bitritto

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