Imprevisti esiti di previsioni previste 20, 30, 50 anni dopo!

Che sia in atto un cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti: che questo cambiamento sia attribuibile all’uomo è vero, ma solo in parte, tanto che le previsioni basate sulle responsabilità umane non sono state confermate.

Forse i sostenitori di questa ipotesi dovrebbero riflettere su quanto è stato categoricamente affermato dagli scienziati … quelli bravi: il Competitive Enterprise Institute con sede a Washington ha evidenziato tutte (o quasi) le previsioni sul cambiamento climatico evidenziandone gli errori.

Il 10 agosto del 1969 il biologo Paul R. Ehrlich dichiara al New York Times “Il problema con tutte le questioni ambientali è che, mentre aspettiamo di avere abbastanza prove per convincere la gente, moriremo. Dobbiamo renderci conto che, a meno di essere estremamente fortunati, spariremo tutti in una nuvola di vapore blu entro 20 anni”! 1969 + 20 = 1989 (Non è dato sapere perché la nuvola sarebbe stata blu).

Il 16 aprile 1970 il Boston Globe riporta il parere di diversi scienziati convinti dell’imminente arrivo di una nuova era glaciale “L’inquinamento dell’aria può oscurare il sole e provocare una nuova era glaciale nei primi 30 anni del prossimo secolo”! 1970 + 30 = … riscaldamento!!!

Anno prolifico di previsioni il 1970: infatti Peter Gunter, professore presso la North Texas State University, aveva predetto (nel numero di primavera di The Living Wilderness del 1970) “I demografi concordano, quasi all’unanimità, sul seguente cupo calendario: da 1975 inizieranno in India carestie diffuse; queste si diffonderanno a partire dal 1990 per includere tutta l’India, il Pakistan, la Cina, il Medio Oriente e l’Africa. Entro l’anno 2000, o probabilmente prima, l’America del Sud e Centrale si troveranno in condizioni di carestia. … Entro l’anno 2000, tra trent’anni, la carestia interesserà il mondo intero ad eccezione dell’Europa occidentale, del Nord America e dell’Australia”.

Sempre nel 1970 l’ecologo Kenneth Watt annunciava “Se le tendenze attuali continueranno, il mondo sarà circa quattro gradi più freddo per la temperatura media globale in 1990, ma undici gradi più freddo nell’anno 2000”. In pratica una nuova era glaciale.”

Passando ad altre tipologie di catastrofi, Mark J. Perry, studioso dell’American Enterprise Institute e professore di economia e finanza presso il campus Flint dell’Università del Michigan, cita 18 previsioni incredibilmente sbagliate fatte all’epoca della prima Giornata della Terra in 1970. Questa volta non si tratta di clima.

Harrison Brown, uno scienziato della National Academy of Sciences, pubblicò un grafico su Scientific American che esaminava le riserve di metallo e stimava che l’umanità sarebbe rimasta senza rame poco dopo 2000. Piombo, zinco, stagno, oro e argento sarebbero andati prima di 1990. Kenneth Watt ha dichiarato: “Entro l’anno 2000, se le attuali tendenze continueranno, utilizzeremo il greggio a un ritmo tale … che non ci sarà più petrolio greggio”. Dopo 20 anni il fondo del “barile” non si vede alcuna previsione avverata.

Al Gore (Premio Nobel) nel 2008 spiegò che, entro il 2013, la calotta polare artica sarebbe scomparsa del tutto. Per fortuna resiste ancora!

Nel 1989 il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente aveva avvertito che avremmo avuto a malapena 10 anni di tempo per salvare il mondo, fino al 2000! 1989 + 10 = 1999.

Nel 2000 il ricercatore senjor presso l’unità di ricerca sul clima dell’Università dell’Anglia orientale, Dr. David Viner, ha predetto che in pochi anni le nevicate invernali sarebbero diventate “un evento molto raro ed emozionante. I bambini non sapranno cosa sia la neve”!

Sempre nel 2000 uno studio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti condotto dalla Marina degli Stati Uniti ha previsto che l’Oceano Artico vivrà un’estate senza ghiaccio dal 2016.

Nel maggio del 2014 il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha dichiarato durante un’apparizione congiunta con il segretario di Stato John Kerry che “abbiamo giorni 500 per evitare il caos climatico”.  2014 + 500 giorni (ma abbondiamo a 700) = 2016.

Oggi gli scienziati … bravi, dicono le stesse cose ma non indicano date! Chissà perché!

Elio Bitritto

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