Politica game over … Oggi sardine in piazza

“Chi va per mare, pesci piglia”, rispose – in quel di Porta Portese a Roma – un uscito di carcere a chi gli chiedeva “Compare …, dove sei stato?”.
In mare, si sa, si va per tante ragioni. I pescatori – basta la parola – lo frequentano per prendere pesci, un’attività nulla affatto ludica ma per alimentare la propria e altrui esistenza.
Per essere nato da quelle parti, io ricordo che al rientro a riva la soddisfazione, nel caso migliore, era di aver tirato su con la rete pesci di puona pezzatura, oltre che di pregiata qualità. Ben poca, invece, a meno che la barca fosse una “lampara” dedita alla pesca del “pesce azzurro”, se le cassette (un tempo i cesti) erano colmi di fravagli (termine campano), o di “fragaglia”, come diciamo a Vasto.

Qui sta il punto e la domanda: dobbiamo essere lieti e speranzosi che nelle piazze, quelle fisiche, quelle urbane, in cui sembra essersi spostato uno dei videogiochi della rete e/o delle play station domestiche, la Comunicazione esponga, … “per rinnovare la politica e i partiti”, un ‘pallone’ di pesci di piccolo taglio?
Non sarò io a rispondere che, per contro, quel che si vuole è il noto pesce grosso, “l’uomo solo al comando”, il detto leader che s’impone sulle masse; di certo – a dar retta ai quattro giovani trentenni promotori, il non voler dare colore politico al suscitato e indirizzato “flash-mob” delle “sardine”, smaccatamente contro il … “capitone” – benchè libero e legittimo, tale modo di manifestare sarà utile a chi intende promuoverlo oggi e strumentalizzarlo presto (lo vedremo a breve), ma sterile e fuorviante in termini politici e sociali.

Ancora una volta, da parte di chi detiene il potere, non soltanto politico ma anche economico, si utilizza il movimento e la protesta di piazza per sterilizzare nel popolo la voglia nonché il diritto al cambiamento, causati dai problemi di varia natura e specie che ciascuno di noi ha da sopportare individualmente, in casa, in famiglia. Che il giovanotto, principale protagonista, assieme agli altri tre che hanno per primi lanciato in Rete il collaudato messaggino usato per adunare gente (come usa per un serata in discoteca), già da tempo si ponesse a tavolino per studiare “il come” opporsi alla propaganda e al montante consenso di Lega e Fratelli d’Italia, testimonia una volontà socio-politica ben precisa. Il loro intento era ed è di creare (testuale) “ … l’alternativa alla retorica populista e all’invasione leghista che sta avvenendo in Emilia Romagna”, data l’evidente o temuta incapacità di realizzarla con efficacia da parte dei partiti tradizionali della sinistra. Non a caso la parola d’ordine data a “le sardine”:  – Non vogliamo vedere simboli di partito e  bandiere. Non a caso la evidente paura del presidente-candidato delle sinistre Stefano Bonaccini di non voler sul suo manifesto elettorale per la Regione “rossa”, sebbene organico da gran tempo al pds-ds-pd, il simbolo del partito.


Certo, le sardine, in mare e altrove, esistono e legittimamente occupano gli spazi urbani, le tv e i giornali (in attesa che altre ‘figure’ di propaganda o del commercio le sostituiscano, allo stesso modo e per gli stessi scopi), ma a volerle considerare espressione di una “società laica e avanzata”, mi pare chiaro che con esse non faremo nessun passo avanti a difesa del lavoro e dei diritti sociali, insomma del Bene Comune. Al contrario, è evidente che con esse, col nuovo “game” giocato in piazza, si dà corpo e rappresentazione folcloristica a un dissenso conservativo di chi detiene il potere, contro chi manifesta l’intenzione di acquisirlo, in democrazia e alternanza. Con tale nuovo fenomeno, capziosamente detto ‘spontaneo’, si realizza ancora una volta il gattopardista disegno di … cambiare tutto per non cambiare niente.

Lo slogan … “L’antifascismo è fregno sempre” (!) lanciato per portare prossimamente il nuovo “popolar-game” di piazza anche in Abruzzo, a Pescara, chiarisce ancora di più di quale matrice sia, negli intenti dei vari organizzatori locali, l’idea e la volontà di fare antifascismo contro un “fascismo” di centrodestra che non c’è. E’ del tutto palese che per costoro, pedine in piazza e pupari fuori scena, un governo che attui una diversa visione del mondo (Europa ivi compresa), della vita e dell’uomo, qual è quella di “destra”, … “non s’ha da fare!”, non oggi, né domani, né mai! Come dire che dietro “le sardine”, con il loro porsi e atteggiarsi da timidi e inoffensivi ‘fravagli’, i ‘Bravi’, prepotenti e sinistri, pur sconfessati dalla storia e dal popolo, sono tornati! Anzi, per la verità, … seppur mutate le vesti, non se ne sono mai andati!

Giuseppe F. Pollutri

 

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