Nel giorno insano e folle del “Blecfraidei”

Note a margine, ma non troppo
di Giuseppe F. Pollutri

Dopo Halloween anche il Black Friday contagia l’Italia. Progressivamente, e acriticamente non meno, facciamo nostre certe usanze ‘americane’.
File interminabili di gente sui marciapiedi, persone che dormono in strada, risse e qualche arresto. Sono immagini che possono farci pensare a dei poveri diavoli in coda per la distribuzione del cibo in tempi di guerra, invece sono da ricondurre al ricco Occidente. La corsa ad arrivare primi, infatti, non è da riferirsi alla necessità di accaparrarsi beni di prima necessità ma, al contrario, oggetti del desiderio per lo più voluttuari e superflui…” (da https://www.tio.ch/ticino/focus/1404949/il-venerdi-nero-e-tutto-d-oro).

Dopo il tormentone pubblicitario di giorni e giorni, in tv e in città, è giunto (… finalmente, in certo senso) il fatidico giorno del consumistico “blecfraidei”: l’attivazione in tutto il mondo e non solo nei negozi di una follia dilagante nata e fatta per gente priva di una equilibrante cultura storica, per uomini e donne che per sentirsi vivi e soddisfatti hanno necessità di accaparrarsi cose & cose, merce&merci, unitamente al trangugiare, insaziabilmente, alimenti … fastfudd.

Ma noi eredi della misura e sapienza greco romana, della sana frugalità del vivere cristiano (umano), cosa abbiamo a che fare con tale dilagante follia, con le sopra riportate scene da girone infernale dantesco?
Una evidente amoralità civile e sociale, umana persino: inaccettabile a fronte del noto disagio e sofferenza, dell’estrema penuria di mezzi minimi di sussistenza da parte di altre popolazioni del nostro pianeta terra, privi persino dell’indispensabile, direi … sacro “pane quotidiano”.

Verrebbe da pensare alla nota frase attribuita a Maria Antonietta, regina di Francia (sec. XVIII): – Se il popolo non ha pane, date loro brioches! La cito a esemplificazione, e denuncia se possibile, di una fattuale e subdola operazione di dominazione sulle masse, che in tempi diversi, nominalmente ‘progressivi’, è rivolta sia alle genti delle nazioni ‘opulente’ (cui manca … il “pane” di una vita vissuta nel bene dello spirito e non solo del corpo), che a quelle in costante pericolo di esistenza e sopravvivenza, a causa della mancanza e privazione di un sacro “pane quotidiano”.

Un vero, apparentemente ludico, … “giorno black” sociale. Questo, ovviamente come altri e per altre vicende e cause. Rendersene conto, quanto meno, non ci farebbe male. gfp

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: