La rubrica dell’odio

Repubblica, il giornale dei buoni propositi e dei fioretti francescani, si propone, attraverso la prestigiosa firma di tale Paolo Berizzi, di aprire una rubrica, una agenda sull’odio; naturalmente parliamo dell’odio riversato dalle destra in senso lato nei confronti delle sinistre in senso altrettanto lato. Credo che Repubblica ed il suo amanuense abbiano “sbagliato” (supponendo che l’iniziativa sia nata in buona fede) perché all’odio si risponde con l’odio e quindi il risultato è solo quello di amplificare un certo tipo di visione da parte del prossimo raddoppiandone gli “utenti”. Cercando di comprendere le ragioni della nascita di questa rubrica, mi imbatto nel seguente  “atto di nascita”, una specie di “ragione sociale” dell’iniziativa: il Berizzi scrive “Ogni giorno racconterò un episodio di razzismo, fascismo, nazismo, antisemitismo, bullismo politico, sessismo. L’informazione come antidoto all’odio. Aspetto le vostre segnalazioni!”. Segnalazioni che non potevano mancare e che sono puntualmente arrivate a cominciare da quelle riferite a se stesso così il Berizzi si è eretto a vittima e quindi a martire, insieme a Repubblica, di questi attacchi citando “centinaia di messaggi social diretti a Repubblica e a me personalmente” nei quali gli viene detto che è “uno schifo”, che “speriamo che i sassi ti arrivino in testa” (anche nella versione “inizia a mettere il casco”), “siete carta straccia” e “merde come i vostri amici musulmani”: così dimostrando platealmente la tesi di cui prima, l’amplificazione dell’odio. Altro aspetto che evidenzia il nostro autore lo si legge direttamente nelle premesse della sua rubrica “…razzismo, fascismo, nazismo, antisemitismo, bullismo politico, sessismo” sono i campi che saranno posti sotto osservazione e solo un ingenuo non capisce che le espressioni suddette sono riferite a chi non la pensa com,e lui. Parole quali nazismo, fascismo, antisemitismo, bullismo politico e sessismo vengono attribuite da fogli come Repubblica, alla destra in generale, non importa se moderata: è d4stra e, per definizione, nazista, fascista e via di seguito. Naturalmente il Berizzi, da buon giornalista, non ha letto le ultime notizie circa l’antisemitismo – associato a nazismo e fascismo e quindi alla destra – rilevate dalla comunità ebraica in Italia secondo cui siamo il popolo MENO anti semita d’Europa con una forte diminuzione di quella convinzione. Soprattutto dimentica, il sempre più bravo Berizzi, che il suo partito di riferimento e la sinistra in generale stanno con chi vuole la distruzione, la negazione di Israele. Non sa infine (ma forse la notizia è troppo recente), quasi come prima risposta alla sua rubrica, che quel giovane e sano popolo delle sardine definisce la Meloni (ignorata fino a che non è arriva all’8, al 9 al 10,1% in questi termini “Una demente, Una pazza da manicomio, Bestia, Gollum, Merda, Sgorbia, Spregievole (sic!), Feccia”, fino alla richiesta di processo alla Norimberga. Senza dimenticare l’ineffabile Asia Argento che fotografò la Meloni di spalla mentre pranzava in un ristorante e diffuse la fotografia con la didascalia “La schiena lardosa della ricca e svergognata fascista ritratta al pascolo”. Chissà se il buon Berizzi riesce a leggere ANCHE questi insulti, chissà se Berizzi si rende conto della stupida … stupidaggine che ha scritto con l’avallo di Repubblica. Ne dubito assai, meglio far finta di non sapere così gli insulti sono solo quelli provenienti da … destra.

Elio Bitritto

I personaggi di cui alla foto sono: Aspesi, scrittrice buonissima e desiderosa di usare una mitragliatrice nei confroni della destra in generale; Vauro, indefinibile soggetto, dissacratore e mandante palese di offese generalizzate; De Luca, alktro scrittore, che non capisce perché non si debba “SFRUTTARE” manodopera a basso costo quale quella degli immigrati clandestini.

 

 

 

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