Il variegato mondo della sinistra (sinonimo di democrazia e di bontà)

I colori dell’iride che spesso la sinistra sventola a dichiarare l’universalità dell’uomo, l’uguaglianza dell’uomo, la democrazia diffusa, tende vertiginosamente al rosso cupo, al rosso sangue, al rosso delle sinistre. Costoro accomunano un cuciniere troglodita, un artista (?) dei presepi napoletani, un fine dicitore e scrittore in un brodo melmoso e maleodorante. Negli ultimi tempi si vanno delineando le strategie buoniste … dei buoni per definizione, quelli, per dirla con Corrado Augias, che giocano meglio sul ragionamento e la conoscenza degli argomenti, mica come quelli di destra per i quali la caratteristica fondamentale è l’istinto (aggiungerei “animale” tanto per rendere il concetto più comprensibile). Così troviamo, nel pantheon dei buoni, nell’empireo dantesco, accomunati da un insolito destino, Ferruccio De Bortoli e l’autodefinitosi chef Rubio (che, credo, non si sono né mai si incontreranno, dato che uno frequenta osterie e l’altro ristoranti). Non siederanno allo stesso tavolo perché da informazioni riservate avute dai servizi segreti americani, so per certo che Ferruccio (già il nome è delicato) non ha mai emesso un rutto  a differenza di Rubio che assegna uno, due o tre rutti a seconda del lasagnone o della porchetta che assapora. Bene, questi due personaggi hanno avuto modo di esternare, ciascuno a modo suo, giudizi di grande peso morale ed intellettuale a proposito della manifestazione che il centro destra ha tenuto in piazza Montecitorio. Il primo, Rubio, commenta, non si sa se più preoccupato o più infastidito dal successo della manifestazione “Perché nessuno è stato pistato come l’uva? Perché nessun manifestante è stato perquisito, schedato e/o gonfiato di botte? Semplice: perché non c’erano forze dell’ordine avvelenate o schierate. Evidente la disparità di trattamento in base all’ideologia politica. #Dittatura”. Forse che i manifestanti non insultavano la polizia o le istituzioni ma erano composti? Forse perché non hanno devastato le strade, forse perché le vetrine sono rimaste intatte? Che dire? Ognuno tragga le conclusioni.   Al comportamento “anormale o di favore” attribuito alla polizia in quella occasione si deve peraltro aggiungere che, ad un certo punto, l’attuale ministro dell’Interno ha chiuso tutte le strade di accesso  alla piazza: ve lo immaginate cosa sarebbe successo se ci fossero state le bande democratiche di sinistra? Non può non venire il sospetto che l’inguardabile consumatore di fumanti porzioni  di lasagne faccia tutte queste “esternazioni” per un poco di visibilità: ma ognuno si vende come può e come sa, tant’è che a tutta una serie di commenti sfavorevoli alle sue esternazioni, il pendolare delle trattorie ha fatto la vittima e se n’è uscito con “Se fai il cuoco, lavori in tv, e non sopporti le disparità di trattamento, se odi le ingiustizie e la violenza, se hai studiato storia e non vuoi che si ripetano certe cose, in Italia non puoi dire la tua. Pensare e dissentire sono cose che fanno perdere cittadinanza e diritti”. No comment!

Passando poi di palo in frasca, incontriamo Ferruccio De Bortoli che, sia pure con i toni che competono ad un intellettuale aduso a certi salotti, fa sentire il suo … dissentire definendo la manifestazione con espressioni come “oltraggio alla democrazia rappresentativa” (come se i partecipanti alla manifestazione non fossero rappresentanti di quel popolo ormai largamente maggioritario) e  “… c’è nei toni una violenza che forse è preoccupante”: e qui il Ferruccio si prepara una via di fuga con quel “forse”, con quel “toni” che potrebbero rappresentare un non deciso allineamento a chi, tutto sommato, nega che alla destra possa esser garantito il diritto derivante dagli articoli 17 e 21 della Costituzione, spolverata a seconda della bisogna.
Un altro intellettuale ha un concetto ben chiaro della democrazia e dell’uso della violenza  … democratica: costui è tale Sandro Veronesi, scrittore di cui non conosco nulla ma che ha lo stigma dell’essere democratico e quindi nel giusto: costui esterna un filo, solo un filo, di aggressività, in un posto che dovrebbe essere “sacro” soprattutto per coloro che rappresentano lo stato: il nostro esterna da perfetto democratico il suo pensiero “Io so una cosa per certo: se per caso mai fossi stato eletto al Senato, oggi avrei fatto saltare i denti a parecchi leghisti prima che i valletti riuscissero a fermarmi. Lo dico da padre”. Il fatto che lo dica da padre, contravvenendo al politicamente corretto “genitore 1 o 2” è significativo: vuoi mettere uno che ti rompe i denti con amorevole paterno affetto partendo dalla arcata dentaria sinistra ed un buzzurro che te li rompe partendo dalla arcata dentaria di destra, senza neanche quel briciolo di paterna (o materna, fa lo stesso) umanità! Ma lui lo dice … da padre!

Chiudo con un cenno che avrebbe voluto essere artistico ma forse solo nelle intenzioni: mi riferisco alla performance di uno che i giornali progressisti definiscono “artista”, tale Salvatore Scuotto: questi ha presentato alla mostra collettiva “Virgine=Partena,  curata da altrettanto “tale” Biancamaria Santarcangelo nella Galleria Nabi Interior Designm a Napoli una scultura raffigurante Salvini armato di una enorme pistola, nell’atto di sparare verso due immigrati di colore: la porcheria è stata intitolata “La pacchia è finita” ed anche gli intellettuali alla Augias, alla Rubio, alla De Bortoli, alla Veronesi, se non anche le sardine, dovrebbero essere in grado di comprendere come questa, così come le altre situazioni citate, siano altrettanti incitamento all’odio. Lo capiranno anche i magistrati ed i componenti della Commissione Segre?

Elio Bitritto

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