Sardine: marchio registrato!

Ebbene sì, Mattia Santori, leader delle “sardine” ha registrato il marchio così nessuno più potrà definirsi “sardina” senza la sua autorizzazione. Probabilmente nella sua carta di identità farà aggiungere alla voce “professione” la specifica dell’essere l’inventore delle sardine o aggiungerà, con un trattino, sardina dopo Santori. Il ragazzo è giovane ed è dotato di grandi e veloci capacità di apprendimento al punto che dichiara “Noi abbiamo imparato a fare il tuo lavoro in sei giorni: ora prova tu a fate il nostro , a stare in una classe con bambini disabili, impegnarsi per i diritti, fare i lavoretti … è questa l’Italia reale che fa appassionare le persone. Questa è la realtà: ci restituite una politica altrettanto seria?”. Facile comprendere come questo appello sia rivolto a Salvini, facile capire come Piazza Pulita, una delle trasmissioni più faziose in Europa, non potesse fare a meno di invitare tale e cotanto personaggio: aspettiamo gli inviti da Fazio, dalla Gruber e da tutte quelle piattaforme che o intervistano prostrate (meglio sarebbe dire striscianti) o impediscono all’invitato, che non fa parte della compagnia di giro, di rispondere conducendo interrogatori invece che interviste. Ora, francamente, essere chiamato a far parte del popolo delle sardine, non sembra essere proprio un complimento: intanto si dovrebbe specificare se le sardine sono in scatola o fresche, nel qual caso si dovrebbero consumare subito stante la facile deperibilità delle stesse che puzzano subito dalla testa alla pinna caudale. Ma al di là di facili battute, non posso fare a meno di pormi degli interrogativi: perché l’ittico popolo è sceso in piazza, sotto la pioggia, invece di stare nel posto che gli compete, vale a dire il mare o la scatola? Forse voleva evadere dal mare ma appena fuori da questo, ha trovato chi lo ha messo in scatola e non è stata una buona scelta. Un altro interrogativo si riferisce al perché sono scesi in piazza: per protestare contro la destra? ma da quando in qua si protesta contro l’opposizione? In genere si protesta contro chi è al potere non contro chi non ha il potere! A meno che non sia la democratica risposta per impedire che chi la pensa diversamente possa dire la sua? Non posso crederci: le sardine, soprattutto quelle emiliane, sono notoriamente democratiche e danno il diritto di parola a tutti secondo i dettami della nostra Costituzione. Vuoi vedere che queste sardine in sei giorni hanno velocemente imparato a fare come hanno sempre fatto i comunisti: non far parlare gli altri! Sarà così? Non posso crederci: a meno che il capo-sardina non pensi di essere superiore a tutti: e qui il dubbio diventa quasi certezza: vuoi vedere che quando dice Noi abbiamo imparato a fare il tuo lavoro in sei giorni… si sia identificato nel Creatore che in sei giorni costruì il mondo ed il settimo si riposò! Boh! Noi semplici mortali, dal reddito medio basso, non riusciamo a capire le metafore e ci accontentiamo di poco: niente sogliole o aragoste, niente astici o tartufi di mare, ci bastano poche alici, poche cozze, ma, soprattutto le sardine, tante, con una fetta di buon pane casereccio, un filo d’olio, sale, origano e un tocco di peperoncino piccante!

Elio Bitritto

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