Salvini e Meloni seminano odio!!!!

Oggi vi porto alcuni esempi della democrazia e dell’amore per il prossimo di personaggi che non si vergognano di quello che dicono anche se in pratica insultano loro stessi.

A “Di Martedì” c’è tale Corrado Augias, una delle menti più sicuramente democratiche e intelligenti della sinistra italiana che conciona su cosa significhi essere di destra o di sinistra oggi. Lo fa con la consueta bonomia, come se stesse parlando di quanto è saporito il pane di Altamura e di quanto sia sciapo il pane toscano. La sua diagnosi (perché a sinistra sono tutti luminari) è questa “Essere di destra è facile perché significa seguire di più gli istinti che quasi tutti hanno”, precisando: “Quelli di sinistra invece giocano meglio sul ragionamento e la conoscenza degli argomenti”. In pratica istinto contro ragione, differenza sostanziale tra animale ed uomo. Naturalmente fa queste affermazioni con la sicumera dell’essere antropologicamente superiore, in pratica di essere di un’altra RAZZA!

C’è un altro suo epigono, naturalmente sempre della stessa caratura intellettuale morale, tale Gramellini che, tra un caffè ed un the, elabora pensieri a getto continuo, quasi sempre con un destinatario, Salvini, e quelli che lui definisce “suoi cantori”. L’antefatto è rappresentato dalla frase con cui quello spudorato insensibile di Salvini, dice, a proposito di Cucchi e, in generale, di coloro che in qualche modo hanno a che fare con lo spaccio o il consumo di droga “la droga fa male”! Per questa frase la sinistra è scesa in piazza a confortare Ilaria Cucchi che ha querelato, non si sa per cosa, il Salvini. Sembrerebbe (la magistratura sta indagando) da una registrazione che “Quando hanno chiesto alla madre di Cucchi di mettere un avvocato di fiducia, questa avrebbe risposto che non avrebbero speso altri soldi per quel delinquente del figlio, che poteva andare a fare il barbone per strada”. Non so se sia vero o meno, ma, al di là di questo credo che una affermazione come quella secondo cui la droga fa male sia corretta: forse Gramellini e compagni non sono d’accordo ma comunque si tratta di opinioni. Ebbene, a proposito di questa frase il nostro caffeinomane tiene a precisare che “Ma Salvini a cui certo l’intelligenza politica non fa difetto (bontà sua n.d.r.) sembrerebbe desolatamente privo di intelligenza emotiva. Lui e i suoi cantori la considereranno una malattia esantematica  o un capriccio da femminucce. Invece consiste nel provare empatia.  Quella che ha indotto un carabiniere a baciare la mano di Ilaria cucchi. Salvini al massimo in mano le avrebbe dato un telefonino per scattare un selfie, stando attento a tagliarla fuori dalla inquadratura”. A parte il tono di superiorità con cui definisce i sostenitori di Salvini come “cantori”, c’è una sottile ma percepibile vena di sessismo quando accenna alle “femminucce” (e questo dovrebbe preoccupar lui e le femministe a gettone) e poi immagina, un particolare selfie che magari a Salvini non sarebbe saltato in mente ma a lui invece sì e questo dà la misura della intelligenza di questo personaggio. Oltre al fatto che fare delle categorie della “intelligenza” in emotiva, politica, culturale, ecc. pare una suddivisione per lo meno azzardata se non oscena.

Saltando di palo in frasca (ma sempre nello stesso pantano), Davide Parenzo, con quella faccia che potrebbe essere oggetto di studio da parte di Lombroso, ribatte alle rimostranze di Diego Fusaro pesantemente insultato e minacciato di morte che si chiedeva se valesse anche per lui la “protezione”  della Commissione Segre, dicendo “Dai, non scherzare. Invocare la Commissione Segre perché qualcuno ti percula? Sei ridicolo e patetico”. Insulti e minacce a seconda del destinatario? Evidentemente sì.

Altra perla dei buonisti, quelli delle sardine: colloquio tra un’insegnante del conservatorio di Musica San Pietro a Majella e quello che si qualifica come un suo alunno. Quest’ultimo afferma: “Qui ci vorrebbe una nuova piazzale Loreto. Tutti a sprangate nelle arcate gengivali andrebbero presi!”. La signora risponde: “Credimi, non ci sarà bisogno di sporcarsi le mani”. E ancora, lui: “Emma, tutto sacrosanto, ma io li prenderei a sprangate lo stesso”. Conclude l’insegnante: “Io ti voglio troppo bene”.

Non poteva mancare Roberto Saviano, il gomorroico, che in un ultimo tentativo mal riuscito di spremere dalle meningi succo di sansa, si attacca al rapimento di Silvia Romano, la cooperante rapita in Africa e sequestrata dai terroristi islamici: ironizza sul fatto che la ragazza era andata in Africa  per “aiutarli a casa loro” (come Meloni, Salvini e tanti altri suggeriscono) facendo capire che questo non è possibile e che gli africani debbano essere accolti in Italia. E se fosse necessario magari a casa sua a New York.

In conclusione di queste mie considerazioni non posso fare a meno di applicare a questi personaggi da salotto  un principio fondamentale della biologia che oggi viene contestato, ma forse trova la sua validazione proprio con costoro, che dice che l’ontogenesi ricapitola la filogenesi: in pratica secondo il suo enunciatore, Haeckel, l’ontogenesi (lo sviluppo individuale di ciascun embrione) rappresenta TUTTA l’evoluzione della filogenesi, vale a dire l’evoluzione di quella specie. Ebbene, a mio parere, tutti questi soggetti, dotati per volontà dell’Ente Supremo di intelligenza superiore, sono fermi al primo stadio, quello di amebe e forse neanche quello. Naturalmente la Commissione Segre  non potrà fare a meno di occuparsi del razzismo, del sessimo, della discriminazione, in una parola dell‘odio  che traspare dalle parole di una parte rappresentativa degli autoproclamati “eletti”.

Scusate la lunghezza delle mie note ma era necessario dare esempi concreti a questi minus habens che non hanno la sensibilità “animale” di cogliere altri aspetti della vita umana oltre i propri.

Elio Bitritto

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