Un centesimo al giorno!!!

Anzi, meno di un centesimo al giorno! Questo è l’aumento delle pensioni che questo governo ha deliberato a partire dall’anno prossimo. In realtà 365 centesimi corrispondono o a € 6,5 ma noi siamo comprensivi e diciamo 1 centesimo al giorno … pari a 50 centesimi lordi al mese che in realtà sono la bellezza di 40 centesimi circa. Quando leggete “lordi”  dovete capire che sono lordi nel senso più indecente del termine dato che sono proprio attaccati alla presa per il c..o , anzi NEL C..O. La vergogna non è di casa in questo governo, anzi si è così, vergognata che se n’è andata, non si sa dove: non si riesce a trovarla e non dà segno di farsi ritrovare tanto si vergogna. Torniamo alla notizia ufficiale: questo governo porta l’adeguamento della rivalutazione della indicizzazione che passerebbe dal 97% al 100%: il tutto per un aumento che è quello descritto pari a meno di 50 centesimi al mese. Naturalmente i sindacati si sono subito attivati con violente proteste, barricate, assalti ai ministeri …! Ci avete creduto? Infatti non c’è stato niente di tutto questo: lo Spi-Cgil promuove la manifestazione di protesta … già indetta da tempo per il 16 novembre e parla di “una presa in giro: sono cifre irrisorie”. Landini, segretario della Cgil, in particolare dichiara che ci dovrà essere un confronto con il governo  … entro aprile “.. quello è il luogo e la sede per fare una discussione di revisione vera della legge Fornero e allo stesso tempo di affrontare anche il problema che riguarda la rivalutazione e il sostegno delle pensioni che in questa legge di stabilità non è stato affrontato adeguatamente”. Il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo peraltro sembra addirittura apprezzare l’impegno del governo “non sono grandi cifre ma a noi interessa la discontinuità (?) con il passato”. Dichiarazione decisamente non commentabile! Ancora il sindacato dei pensionati, lato Cgil, Ivan Pedretti dichiara, deciso e preoccupato, che i soldi dell’aumento non avranno praticamente alcun impatto sulle pensioni (però!). Si tratta di mezzo caffè al mese”. In realtà il caffè costa almeno un euro  e l’aumento di 50 centesimi è al lordo delle trattenute e quindi occorrerebbero più di due mesi. Non sono pervenute, almeno io non le ho lette, dichiarazioni di altre sigle sindacali, segnatamente quelle della scuola, e la cosa non meraviglia visto l’attivismo dimostrato negli ultimi anni: forse i sindacati scuola sono andati in esilio con la “vergogna” perché insieme si confortino l’un l’altra. Resta una solo commento da fare: uno fra tutti, il ministro della Pubblica Istruzione, sì quello delle merendine etiche, era presente quando si deciso questo aumento? E se lo era sapeva di cosa si stava parlando?

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: