Tirol Über Alles ovvero La guerra dei crucchi

Eva Klotz o i suoi epigoni non si stancano di pensare ed agire in tedesco e, finché se le dicono tra loro nulla quaestio: il punto è un altro quando questi miserabili individui della destra estrema secessionista filo austriaca tappezzano la provincia di Bolzano con manifesti provocatori, allora dovrebbe scattare un minimo di orgoglio italiano: ma neanche orgoglio,, almeno un sussulto di dignità, da parte delle cosiddette autorità nazionali. Nella estrema provincia  italiana dell’Alto Adige, è comparso un manifesto, quello che vedete in capo all’articolo, che rappresenta un cadavere con un cartellino legato all’alluce e la scritta “Qui muore il diritto all’uso della madrelingua” Andando nel dettaglio si specifica meglio la codardia e l’imbecillità di questi pseudo italiani: in campo rosso è scritto: “Per capire e ben gestire i pazienti i medici in Alto Adige devono parlare tedesco. Combattiamo per i tuoi diritti”. È chiaro che questi crucchi non solo non conoscono l’italiano ma non conoscono neanche il tedesco, sia come lingua che come indole. Il tedesco, anche se austriaco, rimane forse legato all’Anschluss e non riconosce altra lingua che la sua (che poi non è neanche l’austriaco ma il tedesco del sud); e non dicono neanche “lingua austriaca” perché una lingua propria loro non ce l’hanno nemmeno: sono dunque dei tedeschi del sud, a mezzo servizio, che credono di vivere ancora alla corte di Cecco Peppe. Quanto poi all’indole, i tedeschi per prima cosa imparano la lingua ed i costumi del posto in cui vivono per scelta o per conquista. E bisogna pure capirli questi non sono tedeschi ma vorrebbero esserlo, non sono austriaci ma vorrebbero esserlo ma senza perdere le sovvenzioni italiane ed hanno pure un  grosso problema esistenziale, sono “Tiro Lesi”. E non c’è cura che tenga! Sono lesi soprattutto nel cervello perché se pure fosse vero che il medico non conosce il tedesco (ma questi non lo sanno che se un paziente è in coma, o svenuto il medico interviene ugualmente?) è altrettanto vero che un cittadino italiano, perché quella parte d’Italia è ITALIA, non conosce l’italiano ed in un ospedale italiano in genere si parla italiano. Probabilmente gli italiani, quelli veri, si fanno comunque capire: il signore deceduto o era già morto, o stava tanto male e non riusciva ad esprimersi: in questo caso i parenti o chi lo ha accompagnato in ospedale doveva conoscere l’italiano o almeno portarsi un dizionarietto, un interprete! Invece no! “Ich spreche nur deutsch”!

E allora frechete!

Elio Bitritto

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