Banane, Cetrioli, Vongole

Tre alimenti, tre simboli perfettamente indicativi della pervasiva intromissione della Unione Europea in faccende che dovrebbero essere regolate dai singoli stati. La burocrazia europea, avallata dal parlamento europeo, dalla commissione europea e successivamente dai parlamenti nazionali dei Paesi dell’Unione, stabilisce le misure e le curvature che un qualsiasi alimento od oggetto possa e debba avere. Qui  non si sfiora il ridicolo, ci si annega! Ci si annega nel tentativo di uniformare gli europei ad uno standard unico per tutto ciò che riguarda la vita o la morte di un individuo, di un essere vivente, di un oggetto. Altro che komunismo siamo alla massificazione dei cervelli, dei gusti, dell’estetica, dell’etica: siamo costretti a subire le turbe mentali di gente che non è stata neanche eletta. Parliamo delle banane, emblematico esempio di idiozia generalizzata! La commissione stabilì nell’ormai lontano “nonricordoquando” che la lunghezza massima dovesse essere di 14,7 centimetri! Non è dato sapere quale fu il criterio adottato: forse qualcuno o qualcuna dei funzionari avrà fatto qualche riferimento … personale! I cetrioli: questi sono un altro esempio della stupidità di certe decisioni: il cetriolo difficilmente è dritto ma in questo caso non interessa la lunghezza o lo spessore (e vorrei capire perché per la banana si prende in esame la lunghezza e per il cetriolo no) e lo si trova con una leggera curvatura; ebbene, padroni di non crederci ma vi assicuro che è stata stabilita la curvatura del cetriolo: questa non può superare i 10 millimetri ogni 10 centimetri di lunghezza (in pratica il 10%). Il criterio? Non lo conosco e non credo che qualcuno degli euro-idioti lo sappia. Arriviamo all’ultimo commestibile, particolarmente gradito agli italici consumatori, le vongole. Ebbene queste, d’ora in poi, per decisione dei euroidioti, dovrà raggiungere la misura di almeno 25 millimetri, non 24, 25 e oltre! Il criterio? Beh! Questa volta il criterio è venuto fuori con una certa logica, quella di penalizzare l’Italia! le vongole italiane, segnatamente quelle dell’Adriatico difficilmente superano i 22 millimetri e comunque rappresentano l’80% dell’intero quantitativo europeo: l’approvazione di tale norma comporterebbe l’azzeramento di una fonte di reddito per gli italiani e la conseguente scelta di rifornirsi di vongole (per il resto d’Europa) a produttori come Francia e Spagna. Ora pensate, per un momento se si facesse lo stesso discorso per le ostriche francesi o per le cozze spagnole!. Momentaneamente gli italiani hanno respinto l’attacco sulla base di prove scientifiche portate dal CNR che certifica l’elevata qualità delle vongole nostrane. Le vongole che si pescano lungo le coste adriatiche dal Veneto alle Marche sono già pronte quando raggiungono i 15  – 16 millimetri e lasciarle crescere fino a raggiungere i 25 mm significherebbe condannarle a morte già a 21-22 mm: tutto ciò è funzione delle caratteristiche del mar Adriatico costituito da fondali bassi e sabbiosi. In realtà questi euroidioti sanno benissimo che le specie di vongole sono tante e diverse tra loro: imporre una certa lunghezza è un deliberato tentativo (condotto da Spagna e Francia) di sostituirsi all’Italia o, comunque, di recarle un danno. A questo punto sarebbe opportuno che l’Italia facesse una sua proposta: le vongole non devono superare i 15 – 16  millimetri di lunghezza, le ostriche devono essere quelle tipiche del Tirreno meridionale: le cozze devono essere della stessa specie e dimensione di quelle tarantine. In questo settore lavorano 73.000 addetti di cui all’UE non interessa nulla! Questo settore rappresenta oltre un quinto del valore dell’acquacoltura europea, 1.100 milioni di euro che sarebbero sottratti all’Italia. Per me si tratta di una truffa, l’ennesima, ai danni dell’Italia e degli Italiani! Fra poco si pianificherà la dimensione degli attributi maschili e delle tette delle signore: nulla è dato di sapere se questi euroidioti potranno mai essere sottoposti a visita psichiatrica.

Elio Bitritto

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