Prodi, le privatizzazioni e la U.E.

«Nell’intervista del 27 ottobre 2019 con Lucia Annunziata, alla domanda sulla privatizzazione dell’IRI, Prodi ha risposto testualmente: “erano obblighi europei… mi è stato dato da Ciampi il compito, che era obbligatorio per tutti i nostri riferimenti europei, di privatizzare”.

Dopo due decenni il nesso tra mercato unico e smantellamento dell’industria pubblica italiana, ossia il «vincolo esterno», si rivela un obbligo. Ed a dirlo è Romano Prodi uno dei diretti protagonisti delle privatizzazioni.

Rivelazione ed ammissione di una gravità rara. Prodi ha smantellato, vendendola, buona parte dell’infrastruttura industriale a partecipazione statale dell’Italia all’inizio degli anni Novanta. Le privatizzazioni hanno reso l’Italia un paese debole e vulnerabile tramite l’adesione all’euro. Dopo 20 anni gli italiani si stanno rendendo conto delle conseguenze catastrofiche delle privatizzazioni e dell’adesione all’euro. L’Italia è oggi (fine 2019) un paese facilmente ricattabile dai banchieri e dagli speculatori con un debito pubblico crescente e con oltre 5 milioni di poveri. Politici come Andreatta, Ciampi, Amato, Prodi, Monti, Napolitano, Renzi, Letta, Gentiloni, hanno gravissime responsabilità. Il tempo, giudice imparziale, lo sta dimostrando. Purtroppo l’attuale Presidente della Repubblica Mattarella ed il Premier Giuseppe Conte (bis) stanno dando una lettura diversa degli avvenimenti e vedono l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea ed all’euro come fatti positivi ed irreversibili. Il popolo italiano, tramite il voto, sta dicendo esattamente il contrario.

Filippo Salvatore

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