Il tornado climatico è passato ? o forse no!

O forse no! il tornado è, anzi era Greta, la passionaria del cambiamento climatico: è passato appena dopo la delusione del mancato Premio Nobel e finalmente l’accademia svedese ha fatto una scelta non ideologica. Che sul cambiamento climatico ci siano posizioni diverse è un fatto poiché tutti concordano sul fatto che esiste: così come è un fatto che la grandissima maggioranza degli scienziati attribuisce all’uso ed abuso dei combustibili fossili detto cambiamento. Personalmente rivedo in questa ultra-maggioranza le stesse certezze scientifiche che accompagnarono la scoperta di Galilei sui satelliti medicei: per chi non ricorda di cosa si tratta mi permetto di rinfrescare la memoria: Galilei stava osservando Giove e notò che i quattro satelliti più grandi ruotavano attorno a Giove: questo divenne un ulteriore argomento a favore della nuova teoria Copernicana che sostituiva quella tolemaica secondo cui tutto ruotava attorno alla terra, anche il sole, perché l’uomo, creato a somiglianza di Dio, aveva il privilegio di essere il centro del mondo e così pure la sua “casa”. Anche in quel caso la maggioranza era assolutamente non comparabile ma alla fine vinse la Scienza. Oggi, pur non essendo un climatologo, mi pongo qualche domanda e non perché stimolato dalla piccola Greta cui va comunque il merito di aver suscitato nei giovani un maggiore interesse nei confronti dell’ambiente (anche se non sono certo che non si sia trattato di una semplice fiammata passeggera).

Parliamo del principale responsabile, il killer del clima, la CO2: effettivamente aumenta  ma attribuire a questo  gas ed al metano (i due principali gas serra) l’aumento della temperatura è per lo meno azzardato dato che il loro peso, sommato, è pari allo 0,0408% dell’intera atmosfera, oltre al fatto che, per un notissimo principio di termodinamica il gas riscaldato nella stratosfera (CO2) si dovrebbe  dirigere verso  le parti dell’atmosfera terrestre più fredde (verso l’alto in parole povere) e non verso la Terra, certamente più calda dei -50°C dell’alta atmosfera.

Ma gli allarmi sul R.G. (Riscaldamento Globale  ma gli scienziati dicono e scrivono G.W. Global Warming) sono cominciati almeno 30 anni fa, sempre catastrofici. New York Times 24 giugno 1988 e Associated Press a fine giugno scrivevano di un disastro annunciato “… intere nazioni potrebbero sparire dalla faccia della terra per effetto dell’aumento del livello dei mari se non si attuerà una diversa politica ambientale entro il 2.000”. Ho notizia che anche quest’anno Venezia abbia ospitato la Mostra del Cinema pur in presenza di un considerevole aumento della CO2 e di tanti ecocatastrofisti. . Certo resta inspiegabile, per ora, il fatto che anche su Marte e su altri pianeti si sia in presenza di un aumento della temperatura: ma prima o poi scopriranno che anche al di fuori della Terra c’è qualche essere vivente che produce CO2 e CH4. Così come restano insoluti i motivi per i quali il livello dei mari si sia alzato o abbassato più volte nel corso dei millenni senza per questo scomodare l’isostasia. E restano ancora senza risposte le osservazioni relative ai movimenti astronomici della Terra, di Rivoluzione, di Rotazione, di Precessione che espongono per periodi di tempo diversi la superficie terrestre alla radiazione solare. Così come resta totalmente fuori dalle indagini, probabilmente per oggettive difficoltà delle osservazioni, il movimento che l’intero Sistema Solare compie alla velocità di 230 km al secondo attraversando zone sconosciute in cui potrebbe anche esserci una maggiore concentrazione di particelle cosmiche che ridurrebbero la capacità radiante del sole stesso. Anzi, a proposito del sole bisognerebbe studiare più approfonditamente il ciclo delle macchie solari e della loro evoluzione anche in relazione alla precessione prima citata (precessione che comporta una maggiore o minore esposizione alla radiazione solare dovuta alla maggiore o minore  inclinazione dell’asse terrestre sul piano dell’eclittica). Ma, come se tutti questi dubbi non bastassero, sarebbe sufficiente aprire il “libro  della Storia della Terra”: quel libro si “legge” attraverso sondaggi e carotaggi, nelle rocce e nei ghiacciai e mostrano in modo inoppugnabile che troppe volte la Terra è stata oggetto di grandi variazioni climatiche perché queste siano attribuibili all’uomo. Ecco, credo che i dubbi sulle convinzioni alla “ipse dixit” siano ragionevoli e se è vero, come è vero, che bisogna dare una maggiore attenzione alla cura dell’ambiente, è altrettanto vero che non si può essere così presuntuosi da attribuire all’essere umano la capacità di sconvolgere il clima di un intero pianeta con un “peso” dello 0,0408 %.

La vera vergogna è che mettere in discussione il fenomeno Greta non significa essere fascisti, così come preferire l’idroelettrico o le pale eoliche o il sole al petrolio non significa essere di sinistra. In realtà non c’è stato “ancora” un incontro (ma chiamiamoli pure scontro) tra i sostenitori dell’una e dell’altra tesi perché ci si è subito visti appiccicare addosso l’etichetta di progressista o retrogrado. E per chi ha ancora dei dubbi vorrei ricordare che chi propose per la prima volta l’idea della “carbon tax, fu un gruppo di senatori repubblicani e chi per primo evidenziò la necessità di studiare e curare il famoso buco dell’ozono fu un tale Reagan!

Elio Bitritto

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