Menna ed il Prefetto non si sposano. L’abbaglio del sindaco

Non gli è bastata la lezione di quest’estate quando con un minimo di umiltà e di furbizia avrebbe potuto ottenere quel che Montesilvano ha ottenuto in 15 giorni e senza alcun clamore.  Il sindaco Menna va di nuovo all’attacco del Prefetto e come al solito disarmato e … sprovveduto.  Il casus belli di stavolta é la nota che il prefetto, anzi la Prefettura,  gli ha inviato per richiamare la Sua attenzione sulle modalità di celebrazione dei matrimoni fuori dalla sede istituzionale.

Secondo il sindaco si tratta di un’indebita ingerenza nella sfera dell’autonomia del Comune e di un altro sgarbo del Rappresentante del Governo nei confronti di Vasto.

“Non vorrei si trattasse di un altro Jova Beach party” – ha dichiarato nella conferenza stampa convocata ieri in tutta fretta, senza consultarsi con qualcuno che ne sa più di lui  e senza riflettere. “E mi piacerebbe sapere – ha continuato con aria di sfida all’ Ok Corral – se altri prefetti si sono comportati nello stesso modo in questa materia”.

Ma è davvero un attacco al potere decisionale del sindaco e all’autonomia del Comune quello del Prefetto, anzi della Prefettura di Chieti ? Ha ragione oppure no Menna a scagliarsi contro gli uffici di corso Marrucino incrinando ancor di più il rapporto con quell”organo istituzionale?

Da un primo esame sembra proprio di no e quello che si vorrebbe far passare per un attacco del Prefetto, anzi della Prefettura, nei confronti di Vasto è invece solo un attacco di nervi del sindaco, il quale quando sfoglia la corrispondenza con l’ufficio territoriale del Governo viene puntualmente preso da delirio, come se l’avesse morso la tarantola

Perchè se avesse riflettuto prima di esternare, se avesse insomma studiato le carte, si sarebbe forse accorto che il Prefetto, anzi la Prefettura, non gli ha proibito proprio nulla, ma gli ha solo richiamato un parere del Consiglio di Stato in materia di celebrazione di matrimoni fuori dalla sede comunale seguendo una prassi consolidata e fatta propria da tutti i prefetti, anzi da tutte le Prefetture d’Italia. Aggiungendo peraltro di voler rimettere ogni decisione riguardo alla deliberazione comunale in materia di svolgimento dei matrimoni fuori sede alla valutazione del Ministero degli Interni.

E si sarebbe anche accorto, se soltanto avesse voluto fare una piccola ricerca su internet che tutti i comuni che hanno inteso aprire alle celebrazioni out door sono stati egualmente messi al corrente dell’orientamento del Consiglio di Stato secondo le stesse modalità.

Speriamo adesso, per carità di patria, che il Prefetto non reagisca  alle accuse di Menna nelle stesse modalita con cui gli ha replicato in agosto, perché se allora gli ha dato del “postino” ora dovrebbe dargli quantomeno del dislessico, cioè di uno che non sa o non riesce più a leggere le carte.

E al posto di Menna, prima che questo accada, alzerei subito il culo ed andrei di persona a parlare con il Prefetto, anzi con gli uffici della Prefettura, per chiedere scusa dell’abbaglio.

Peppino Tagliente

 

Ecco il testo del parere del Consiglio di Stato in materia di celebrazione di matrimoni civili fuori dalla Casa Comunale

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