I muri ideologici

Questo nostro papa ha influenzato il nostro Giuseppi, meglio noto come Joseph de La Pochette, al punto che non solo “accoglie” a braccia aperte e braghe calate clandestini, aventi diritto, non aventi diritto, possibili terroristi, probabili spacciatori, et similia, ma, addirittura, promette posti di lavoro per tutti, dimenticando che l’economia italiana non riesce a dar lavoro a chi in Italia c’era e c’è da tempo immemore. Questo papa rimarca la necessità di abbattere i “muri” ma nulla ha detto quando un certo muro fu ideato ed iniziato al confine con il Messico da quel furbacchione di Obama. Non so se abbia detto qualcosa sul muro di Berlino o sui muri della Cortina di ferro o sul muro di bambù ma ne dubito: e dunque questa tardiva presa di coscienza su ciò che il muro rappresenta appare quanto meno sospetta a meno che si scopra che mr Soros, abbia finanziato anche il Vaticano.

Passando ad altro argomento è di questi giorni la tardiva ma finalmente opportuna condanna del comunismo equiparato, come è giusto che sia, al nazismo: condanna che ha suscitato le ire degli ex (?) comunisti, soprattutto italiani, per i quali l’accostamento è assurdo. In effetti, a ben pensarci, i nazisti sono nella Storia dei crimini contro l’Umanità per i sessanta milioni di cadaveri sparsi in Europa durante la seconda guerra mondiale, mentre i comunisti, a partire da Lenin ne hanno sparsi solo … cento … in tempo di “pace”. L’ira del finto democratico David Sassoli ha mostrato, se mai ve ne fosse stato bisogno, che NON è vero che il comunismo in Italia non esiste più, se non nelle forme gruppuscolari extraparlamentari di nostalgici fuori della Storia; anche tra chi si professa sincero democratico, segnatamente del PD, si ha nostalgia di Bandiera Rossa e dei riti, del tutto simili a quelli nazisti. La differenza è data dal fatto che i media a mezzo ed intero servizio riducono i comunisti a poche teste nostalgiche, mentre identificano i fascisti nell’intero elettorato di destra largamente maggioritario nel Paese. Ora il buon Sassoli, della cui imparzialità giornalistica ho sempre dubitato, è passato da una formazione cattolica e scoutistica al naturale approdo nella Democrazia Cristiana fino a convertirsi definitivamente al PD: mi ricorda tale Giorgio Bocca che, a proposito delle BR, andava dicendo che il loro colore era “… tanto rosso che sfumava nel nero”,  così insinuando che il terrorismo non fosse di sinistra matrice ma di segno opposto. Il fatto è che questi comunisti d’accatto, pre e post muro dimenticano che il muro di Berlino, così come gli altri muri non li ha fatti l’Occidente ma i regimi comunisti di ogni latitudine e longitudine. Ma, non contenti di aver fatto parte di un sistema politico infame almeno quanto quello nazista, si ritrovano ad attribuirsi il merito di averlo abbattuto loro questo muro: se non fosse per la testimonianza di tante vittime del muro di Berlino, se non fosse per la politica di Reagan (disprezzato ed irriso dalle sinistre mondiali), staremmo ad accettare la favola del muro abbattuto da loro stessi. E se non fosse per la testimonianza di regimi come quello cinese, boliviano, venezuelano, potrebbero anche dirci, i vari Sassoli, che questi dittatori non erano e non sono di sinistra e tanto meno comunisti, ma sono “compagni che sbagliano”, così, semplicemente, candidamente, meritevoli al massimo di un buffetto e della vaga promessa di non farlo più!

Elio Bitritto

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