Criminalità taciuta

Vede finalmente la luce una indagine che l’Ufficio Studi della Confcomercio  ha diffuso (ma è stata ignorata) nel dicembre 2016, relativa al tasso di criminalità di tre fasce di popolazione : gli italiani, gli stranieri regolari, gli stranieri irregolari. Accennavo all’oscuramento di questa indagine da parte dei media cartacei e televisivi: oscuramento che si configura come una vera e propria censura tanto più ignobile e pericolosa per il fatto che veniva proposta senza commenti ma con la sola evidenza dei numeri. I dati elaborati dalla Confcommercio sono quelli desunti da Istat, Ministero dell’Interno e Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analisys, ente riconosciuto ai sensi del DPR 10.02.2000 che si occupa dei temi della sicurezza, della difesa e dell’intelligence).

L’ipotesi di lavoro prevedeva la presenza in Italia di almeno 400.000 stranieri irregolari: dopo di che ha selezionato un pacchetto di reati tra i più frequenti ed odiosi per avere un quadro generale: i reati presi in esame sono stati: tentati omicidi, lesioni dolose, minacce, sequestri di persona, violenze sessuali, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, furti, rapine, estorsioni, danneggiamenti, reati legati alla droga e contrabbando. I risultati sono stati molto eloquenti ed hanno ribadito quanto già si sapeva ma che certa sinistra e certo mondo dell’informazione non voleva essere portato a conoscenza dei cittadini.

I risultati sono stati i seguenti: su mille cittadini italiani residenti il tasso di criminalità è risultato del 4 per mille (0,4%): ciò significa che su mille italiani 4 sono coinvolti in uno dei suddetti reati. Su mille stranieri regolari il tasso raddoppia passando al 0,8% (cioè su mille stranieri regolari sono otto coloro che delinquono). Infine la percentuale  degli stranieri irregolari: qui si raggiungono valori particolarmente preoccupanti e il dato dovrebbe indurre i media e, soprattutto i politici di sinistra ad una diversa valutazione dell’apporto degli stranieri in Italia: infatti i la percentuale di chi incorre in uno dei suddetti reati tra gli stranieri irregolari è del 24,6%; in pratica su mille stranieri irregolari ben 246 delinquono e considerando tutti i 400.000 “scopriamo” che l’Italia dei porti aperti e di questo papa ha accolto ben 98.400 delinquenti, quasi 100.000 delinquenti.

Lo stesso Gabrielli, capo della Polizia, dichiara che, se è pur vero che i reati sono in calo dal dieci anni, è anche vero che il numero di stranieri coinvolti è decisamente aumentato: e fornisce questi dati: “… a fronte di un calo dei reati  … negli ultimi anni c’è stato un aumento dei reati compiuti dagli stranieri … Nel 2016 su 893.000 persone denunciate ed arrestate, gli stranieri erano il 29.2%: nel 2017 la percentuale sale al 29,8 e nel 2018 al 32: nei primi nove mesi del 2019 è sull’ordine del 32%”.  La conferma, indiretta viene dai dati sui detenuti: negli istituti di pena ci sono oggi 60.881 reclusi di cui 20.225  stranieri di cui il 46,4 di origine africana: in pratica il 33,22%  che costano allo stato italiana qualcosa come 988.538.943 euro che si aggiungono ai 4 miliardi (?) per il mantenimento degli altri! È questo che gli italiani vogliono? È questo che il governo giallorosso propone ed impone agli italiani? Purtroppo sì!

Elio Bitritto

 

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