Ministro o … cosa?

Mi meraviglio che solo uno abbia sparato al carabiniere”.

Sembra più un corpo di guardia del potere, invece che una forza al servizio dei cittadini”.

Su Berlusconi a proposito del terremoto di L’Aquila “L’imperatore della sfiga”.

Su Daniela Santanchè “… una demente bugiarda e venduta”.

Ancora su Daniela Santanchè “Se fossi una donna, le sputerei in faccia”.

Per trovare risorse per la scuola tassare le merendine

Per la laicità della scuola togliere il crocefisso dalle aule

Poi vi dico l’ultima. Queste sono alcune delle espressioni e delle “trovate” con cui il neo ministro della Pubblica  Istruzione Lorenzo Fioramonti in quota M5S si è presentato agli italiani. Che dire? Questo signore (e mi scuso con chi “signore” lo è davvero) è riuscito ad elevare agli onori degli altari il più incallito dei fascisti, sessisti, “cattivisti” d’Italia (che poi sono sempre quelli che la pensano diversamente dal PD e dal M5S …. per definizione buoni)! Ma vi sembra normale un uomo così? Forse avrebbero dovuto designarlo al ministero dell’Interno! Hanno massacrato Salvini per molto meno, con cavolate come il Papeete, il Decreto sicurezza, l’ostentazione del Rosario, la reazione al comportamento banditesco di Karolina et similia. Questo signore (e chiedo ancora scusa ai signori per l’ardito accostamento) non sa o non capisce cosa rappresenta il crocefisso, non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale: crede, nella sua imbarazzante ignoranza, che sia solo un simbolo religioso: nella sua infinitesima conoscenza della Storia non si rende conto del valore sociale del cristianesimo inteso come cultura, come civiltà. Riduce la croce ad una qualsiasi icona che rimanda ad una “costruzione” superata dal tempo e dalla liberazione dell’Uomo dai riti tribali. Intanto nelle scuole il ministro della pubblica istruzione (volute le iniziali minuscole) non si preoccupa della mancanza di oltre 50.000 docenti, non si preoccupa della sicurezza degli studenti, non si preoccupa della sicurezza degli edifici, non si preoccupa di fare quello per cui è stato improvvidamente designato dal suo movimento! No! pensa alle merendine dimostrando, forse, un approccio per lo meno infantile  al servizio che dovrebbe compiere. Tornando alle “perle” di questa brutta copia di tutti i ministri della P. I. che si sono succeduti in Italia non si può concludere questa breve carrellata senza citare la sua “sensibilità” nei confronti della scuola pubblica italiana quando iscrive il proprio figliolo in una scuola inglese. Il perché è presto detto: poiché il ministro insegnava a Pretoria il figlio conosce meglio l’inglese ed il tedesco (la madre è tedesca) e poco l’italiano: questo perché, evidentemente, ha preferito, da italiano, che imparasse altre lingue: conseguentemente l’iscrizione in una scuola italiana avrebbe potuto avere difficoltà iniziali nella comprensione delle spiegazioni e del testo. Ma questa non è una giustificazione: come padre, come docente e soprattutto come italiano avrebbe dovuto tenere in maggior considerazione la lingua italiana! Ma forse anche a lui era sconosciuta! O forse lo è ancora!

Elio Bitritto

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