Studenti in piazza

“Sciopero contro il Clima”, “Sciopero per il Clima”: queste le due risposte più gettonate che i ragazzi in piazza venerdì hanno dato alla domanda “Cosa ci fate in piazza invece che a scuola”? Una certa mancanza di informazione è comunque sempre alla base di ogni manifestazione degli studenti, soprattutto all’inizio dell’anno scolastico. Generalmente queste manifestazioni avvengono il sabato ma, mentre gli studenti di tutto il mondo (o quasi) non hanno lezioni il venerdì, in Italia, le lezioni si fanno (si dovrebbero fare) anche il sabato. Tra l’altro assenza ampiamente giustificata dall’ingiustificabile ministro della P.I. che avrebbe potuto invitare gli alunni a manifestare nel pomeriggio! Nel pomeriggio? Ma che sei scemo ! e che razza di sciopero o manifestazione è se devi scioperare o manifestare il pomeriggio! Ti tocca andare a scuola! Fascisti” (A scanso di equivoci e di facce scandalizzate, questa in corsivo è una libera interpretazione dello scrivente). A parte  il dubbio su quanto abbiano compreso gli alunni e, soprattutto, per quanto tempo sarà vivo il ricordo della manifestazione, a parte il fatto che in piazza dei Barbacani c’era una netta minoranza  dei seimila studenti vastesi e, tra questi, una ancor minima percentuale di ragazzi che seguivano la lettura di un brano sul tema, sarei curioso di conoscere se in qualche scuola di qualsiasi ordine e grado, sia stata fatta una riflessione a posteriori della manifestazione, non foss’altro che per comprendere quanto sentito sia il problema. Teoricamente da oggi, anzi, da un minuto dopo la manifestazione, tutti i manifestanti dovrebbero iniziare a cambiare abitudini, a cominciare dal telefonino per finire all’abbigliamento, al motorino ed a tutto quel mondo che gli operatori ecologici alla Greta pensano possa tornare indietro di pochi o molti anni. Ve lo immaginate un mondo senza aerei, con le comunicazioni affidate alle lettere con francobolli, a tutto quel mondo in cui l’elettricità, con tutto quel che ne consegue in relazione ai mezzi ed ai tempi di produzione di un qualsiasi bene, sia sostituita dalle candele, il riscaldamento dalla carbonella o dal camino, il gas per cucinare dal fuoco di legna…! tutta roba che, senza i combustibili fossili non esisterebbe! Perché questo è il “costo” che Greta propone: va in barca a vela (costruita con una tecnologia che, senza il petrolio come energia e come manufatti, sarebbe stata quella delle caravelle) e torna in aereo. Perché solo così il famigerato CO2 non verrà prodotto! Il fatto è che la “storia” del clima non è scritta dall’IPCC che fa delle ipotesi e presenta degli “scenari” che i politici “sposano” acriticamente e soprattutto accantonano immediatamente, ma dalla Geologia: le pagine in cui viene descritta la storia della terra, sono le rocce, sono i fossili, sono le centinaia di periodi glaciali e interglaciali (più caldi, anche di oggi) che si sono succeduti nel corso delle tante ere. La storia del clima è scritta nell’aumento della temperatura anche su pianeti diversi dalla Terra, a cominciare da quello che più ci somiglia, Marte, dove, sia pure con una atmosfera rarefatta, è presente il riscaldamento climatico e certamente non è il risultato della combustione del petrolio o del carbone: evidentemente ci sarà qualche altra causa: certo non si può negare il contributo dell’uomo ma è probabilmente, molto probabilmente, sopravvalutato. Ho voluto scrivere queste poche note per indurre chi dovesse leggermi  a riflettere ed a chiedersi se le mie sono balle (vi prego di non usare il termine “fake”) o sono per lo meno da prendere in considerazione o meritevoli di un approfondimento.

Elio Bitritto

 

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