Libertà (vera) vo cercando

Marginalia.
Note a margine ma non troppo


“Da oggi siamo tutti più liberi, anche quelli che non sono d’accordo”
– ha dichiarato un qualcuno, in conseguenza della dichiarata “non punibilità”, da parte delle leggi dell’uomo, del suicidio assistito, e in fine dei conti dell’eutanasia … Indubbiamente: questioni sensibili e tremende, soprattutto in termini umani ed etici, più che civili.

Certo, le cose parrebbero e negli effetti sono difficilmente paragonabili, ma questo stesso Stato, presuntivamente “di diritto”, o per meglio dire dispensatore di “obblighi” di varia natura e specie, può al contempo toglierci la (non esiziale e pur vitale) libertà di usare … il nostro denaro, e non diversamente le nostre acquisite proprietà, come meglio ci pare e piace, senza coercizioni e penalizzazioni di varia natura e surretizio scopo?

Ben sappiamo che in una comunità sociale l’esercizio della libertà individuale deve avere il noto limite di quella altrui, ed è perciò necessario disporre di regole comuni. Ma queste non possono essere inventate e promulgate a capriccio del governante di turno, per cui, sia in materia civile ed etico-religiosa, che in quella economico-fiscale, occorre che ci sia l’approvazione di una maggioranza qualificata e non di una semplice, da parte di chi, di volta in volta, …. di riffa o di raffa, ne fa un suo proficuo gioco di parte, anche con un ‘voto’, quale che sia,  in più.

Inoltre, come sta accadendo in questi giorni, ad opera del ‘nuovo’ governo, di ventilate ipotesi, di voci e illazioni giornalistiche: ciascuna imposizione … ope legis di tasse e gabelle – come del resto e allo stesso modo per la detta “eutanasia”, per i “diritti civili” o al riguardo della “procreazione surrogata”… – dovrebbe avere ed ottenere una ben chiara condivisione. Una strumentale volontà di parte di …“dover reperire risorse per” (!), nuovo formulario per mascherare la più diretta “imporre nuove tasse per più spendere”, non soltanto deve essere chiaramente motivata ed espressa, ma non può mai prescindere da un giudizio di equità oggettiva.

Siamo sempre lì: dicono che si intende assicurare il “bene comune”! Ma con questa dicitura, retorica e quasi sempre farlocca, non si può impunemente soltanto tutelare la gestione finanziaria dello Stato, una Istituzione che s’impone ai singoli in forza del potere esecutivo conseguito in varia e spesso artificiosa maniera da alcuni pochi, spesso neppure democraticamente designati ed eletti. Dev’essere chiaro che non esiste, non si può parlare di un “bene comune” senza il rispetto della persona, di tutti e di ciascuno.

Forse in qualcosa qui sbaglio, e sicuramente il mio ragionamento potrebbe essere meglio e più articolato, ma – chiedo – pur dopo “la Liberazione”, vi pare che la libertà dell’uomo e del cittadino (non più suddito) sia da noi rispettata e soprattutto da parte di tutti i governi garantita? GFP

 

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