Orgoglio Arcobaleno

Quell’orgogliona (dove il suffisso –ona- ha pura funzione accrescitiva della parola orgoglio) di Monica Cirinnà ha ripreso la crociata contro la famiglia tradizionale o meglio NATURALE riproponendo, oggi 26 settembre 2019, la necessità di eliminare la dicitura di “padre” e “madre” sui documenti ufficiali per tornare alla ridicola ed ipocrita proposta (cancellata con Salvini) di “genitore uno” e “genitore due”: questa si chiama DISCRIMINAZIONE. Non contenta di aver fatto un intervento limitato ai parlamentari presenti, ha inteso far sapere a tutti, soprattutto ai suoi elettori, questa sua proposta attraverso le pagine social. La senatrice Cirinnà ha definito “vergognoso” il decreto di Salvini ed ha chiesto di porre fine quanto prima a quella che giudica una  ”discriminazione inaccettabile”. Non so se qualcuno tra i dem è in grado di farle capire che la sua è una demagogica stupidaggine in pratica è il massimo cui un parlamentare possa aspirare ma forse se riflettesse solo un poco si renderebbe conto che ha raggiunto il massimo della ipocrisia. Come si fa ad organizzare i gay pride (letteralmente “orgoglio gay) e non rendersi conto che nella sua proposta c’è esattamente il contrario: tanto è vero che, per NASCONDERE il fatto che la coppia di genitori (?) è gay, scrive “genitore uno” e “genitore due”! A parte il fatto che se io leggo queste diciture capisco subito con chi ho a che fare, ma, visto che la signora è così “aperta” e visto che si è fatta fotografare, contenta, orgogliosa e fiera, con una maglietta con la scritta “MEGLIO FROCIO CHE FASCISTA” (dando una bella testimonianza del suo buon gusto), perché non scrivere, invece che “genitore uno” e “genitore due”  “GAY 1” e GAY 2” (eviterei frocio 1 e frocio 2 per una questione di buon gusto da cui sembra rifuggire la Cirinnà): ovvero scritta equivalente tratta dalle nota sigla LGBT +? Altrimenti è evidente il tentativo di nascondere una (o più ?) preferenza sessuale a discapito del suddetto “pride” (che, ripeto, significa “orgoglio”). Cosa ci sia poi di tanto orgoglioso dal qualificarsi gay francamente non è dato sapere: per par condicio e sempre per evitare l’indecente scritta “padre” e “madre”, l’orgogliona senatrice si dovrebbe attivare per le nuove diciture “eterosessuale 1” e “eterosessuale 2”! Un’ultima cosa: nel caso in cui una coppia di genitori tradizionali volesse far scrivere “padre e madre” sono previste sanzioni, discriminazioni, privazione della patria potestà o altro?

Elio Bitritto

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