Ma Lerner ha mai chiesto scusa?

Gad Lerner è andato a Pontida con l’unico scopo di farsi insultare e picchiare: e già questo la dice lunga sulla piccolezza morale del personaggio: è riuscito nel minimo sindacale, l’insulto, e già cosi si sono levati alti i “lai” dei “buoni”, compreso il suo che chiede a Salvini di individuare i maleducati e di scusarsi pubblicamente. Non gli è riuscita la cosa che li stava più a cuore, essere in qualche modo “toccato” o malmenato o, addirittura, picchiato. Ci è andato con un abito chiaro per far risaltare eventuali segni di sputi o, peggio, di sangue.  Questo infimo provocatore ha dimostrato, suo malgrado, che la violenza NON è di casa nella Lega, non è di casa da quelli che i “buoni” si ostinano a chiamare fascisti: ha dimostrato di essere quello che è degno vessillifero dfi quella sinistra che ODIA tutto ciò che non coincide con i suoi torbidi disegni che attribuiscono ad altri violenza verbale e violenza fisica.

Ma Gad Lerner, dimostra una volta di più la sua infinita supponenza e stupida faziosità: chiede a Salvini di individuare e scusarsi pubblicamente per gli insulti dimenticando quanto da lui stesso scritto e pronunciato senza provare il minimo senso di repulsione verso se stesso. Un piccolo florilegio della bassezza morale di questo tizio vede quanto scritto nel 2016 “Esplode bomba all’idrogeno in Corea del Nord e provoca terremoto. Peccato che Salvini e Razzi non si trovassero nella loro patria elettiva”: evidentemente auspicare la morte è cosa buona e giusta! Ultimamente (ma questa è una pinzillacchera come avrebbe detto Totò) ha dato del pirla a Salvini! Mah! forese gli è scappato un attimo di gentilezza. A proposito della “sbruffoncella” Karolina si inventa che Salvini abbia usato “… un vocabolario zeppo di parolacce …” anche se dare della sbruffoncella non fa parte dell’insieme delle parolacce; poi, non pago (visto che lo paga qualche altro) aggiunge “Sbruffoncella? Non abbiamo piuttosto a che fare con un ministro sbruffone da osteria?”. Tra le perle di gad Lerner troviamo ”Vien da chiedersi: ma cosa penserà di Salvini la madre di Salvini? Quando, di fronte a quello che, comunque la si pensi, rimane un dramma umano, il suo Matteo scrive: Non sbarca nessuno, mi sono rotto le palle. Lo sappia quella sbruffoncella”. Questa è una cosa tipica degli imbecilli di seconda mano, tirare in ballo la madre: c’è da chiedersi cosa avrebbe detto o direbbe la madre di costui di fronte ad un simile insulto! Sto cogliendo “fior da fiore” la compostezza lessicale di Gad Lerner: tra questi fiori spicca il suo allarme sul fascismo in occasione del successo elettorale alle europee “Questa destra di oggi strizza l’occhio all’iconografia del fascismo perché questa sua retorica di prima gli italiani è antica”, diceva nel giugno 2018 considerando evidentemente cosa da poco il consenso popolare (in pratica la democrazia). Nel dicembre dello stesso anno ci andò pesante: “Salvini, uno che dileggia i migranti della Diciotti è una merda umana”. A pare che dire “prima mi vedo le cose di casa mia e poi penso agli altri” non mi pare che evochi alcun fascismo ma dovrebbe essere l’imperativo di ogni buon padre di famiglia,  comunque non ha dileggiato nessuno e non ha trattato nessuno come “merda” (come sembra essere abituato a fare lui stesso). Concludo dicendo che il florilegio è tale se coglie qualche fiore altrimenti sarebbe un’enciclopedia e un tale personaggio non merita tanta attenzione: c’è da aggiungere però che, la migliore dimostrazione della faziosità sua e di tutta la sinistra, è la richiesta di scuse a  fronte del fatto che non ha mai inteso scusarsi per quello che LUI stesso ha detto a freddo, non una massa di persone che si sono sentite prese in giro dalla presenza di questo pessimo esempio di specie umana: in realtà i leghisti hanno insultato un vero, autentico, originale, irripetibile nazista, come è giusto che sia!

Elio Bitritto

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