TALES SUNT AQUAE QUALIS EST TERRA PER QUAM FLUUNT

Non sarebbe difficile soddisfare il bisogno di acqua potabile se si volessero e si potessero soddisfare alcune condizioni che prima o poi diventeranno urgenti e non solo a Vasto o in Italia perché l’acqua prenderà il posto del Petrolio nella economia e nelle tensioni politiche.

Prioritaria è la necessità di rifare l’intera rete idrica adduttrice e conduttrice: certo non si potrà raggiungere lo scopo in tempi brevi ma bisogna cominciare a pianificare questo tipo di interventi. È di assoluta evidenza che un discorso del genere non riguarda solo Lanciano o Vasto ma l’intero comprensorio servito dalla SASI.

A Vasto, come in altre città, esistono certamente delle emergenze idriche che scorrono senza ostacoli verso il mare: intanto tutta l’acqua che viene intercettata dalla galleria drenante posta al di sotto di via Adriatica; poi i grandi pozzi presenti lungo la via Tre Segni hanno probabilmente acqua che non viene intercettata e che si disperde per andare, anche questa, verso il mare: queste emergenze idriche potrebbero essere sfruttate adeguatamente per dare sollievo alla Marina di Vasto, soprattutto durante il periodo estivo e, contemporaneamente, consentire a Vasto alta di disporre di più acqua. Così come le emergenze idriche che si trovano lungo la via di Cona a mare che vanno ad alimentare gli orti presenti in quella zona.

Queste semplici osservazioni ci “devono” spingere ad agire con una certa logica:

Censimento di tutti i pozzi presenti in città ed in campagna con valutazione della profondità del pozzo in termini di quota assoluta, di altezza della falda, di portata idrica. Documentazione fotografica dei sopralluoghi. Analisi delle acque per verificarne l’uso

Rilettura del Marchesani, storico vastese, che intanto individua, oltre al più noto acquedotto delle Luci, un altro acquedotto, più piccolo, che raccoglieva le acque provenienti dalla zona occidentale di Vasto, il cosiddetto Campo Boario, noto come Acquedotto del Murello. E ancora le fonti, le sorgenti citate dal Marchesani sono tante, alcune delle quali, come quelle relative al fosso cosiddetto dell’Angrella, scomparse anche se ritengo che il genio Civile di Chieti che ha stabilizzato l’area, abbia raccolto ed incanalato quelle acque che poi andranno a disperdersi in mare dopo aver irrigato gli orti di quella zona

Aggiornamento del regolamento urbanistico che l’obbligo, per le vecchie costruzioni (dove possibile) e per le nuove, di recupero dell’acqua di piovana in cisterne con un semplice sistema di depurazione a setti e chimico: in conseguenza di ciò sarà obbligatorio installare un sistema duale di approvvigionamento idrico per cui l’acqua necessaria ai servizi igienici e quella per usi vari (lavatrici, lavastoviglie, lavelli, lavandini, lavaggi auto, ecc.) sia prelevata dalle suddette cisterne e l’acqua per uso alimentare sia prelevata dalle normali condotte. Ricerca della legislazione sull’argomento. Cosa possiamo fare noi? NOI CHI? Tutti noi: istituzioni, famiglie, associazioni: intanto informazione ed educazione: il primo risparmio nasce dall’eliminazione degli sprechi: il secondo dalla partecipazione attiva dei cittadini alla soluzione del problema della carenza idrica, anche attraverso la sollecitazione continua a chi del problema dovrebbe occuparsi.

Elio Bitritto

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