I cambiamenti climatici

Santa Greta del Clima ha raggiunto New York dopo un viaggio in barca a vela che doveva presentare un bilancio energetico assolutamente compatibile con un corretto approccio ecologista al fenomeno del riscaldamento terrestre. Poteva andarci in aereo? Certo che NO! magari in aereo ci va l’equipaggio che dovrà riportare la barca a Monaco, e così dovranno fare Casiraghi e Greta: tralascio l’uso di bottigliette di plastica che rappresentano una infinitesima parte della plastica e delle fibre di carbonio con cui la barca stessa è stata realizzata. In pratica una gita di piacere che si  è trasformata in un bel viaggio propagandistico di cui non sono stati resi noti i costi e che ha suscitato l’invidia di quanti sono costretti a spostarsi in aereo o in transatlantico o, più modestamente, su navi container. La signorina va in giro per il mondo annunciandone la fine dovuta alla ingordigia dell’Uomo, con ciò attribuendogli una “grandezza” che certamente non ha. Tutto si basa su quello che è ormai un assioma indimostrabile: negli studi scientifici la cosa importante è la riproducibilità del fenomeno: nelle scienze cosiddette pure o applicative si deve distinguere tra ricerca teorica e ricerca sperimentale: nel primo caso si può ipotizzare qualsiasi cosa: nel secondo si parte dalla osservazione di fenomeni fisici naturale che dovranno essere riprodotti e confermati più volte e nelle più diverse condizioni per cui una certa teoria viene o non viene dimostrata. Nel campo della climatologia si dà gran peso ad una teoria apriorostica sulla base della quale si producono modelli matematici che sono formulati in modo tale da coincidere con la teoria! Questo è quello che l’IPCC sta facendo ed è quello che la piccola Greta diffonde abilmente guidata.

In pratica si è preferito basarsi su modelli matematici piuttosto che sulla osservazione di fenomeni che, se non proprio “riproducibili” si sono riprodotti più volte nel corso delle ere geologiche. In realtà le testimonianze delle forti escursioni termiche  che hanno dato luogo a periodi di glaciazioni ed a periodi interglaciali  sono innumerevoli in Geologia e sono spiegabili correttamente  solo attribuendo a cause astronomiche la loro genesi ed evoluzione.

Si tratta di fenomeni ciclici studiati da Milankovich, Cambiamenti dell’inclinazione dell’asse terrestre (ciclo di 41.000 anni), Variazione dell’orbita terrestre (ciclo di 100.000 anni), Precessione degli equinozi (ciclo di 23.000 anni). Questi cicli influenzano la distribuzione del calore solare sulla superficie terrestre e, conseguentemente, l’aumento o la diminuzione del volume dei ghiacci (e la loro distribuzione).

Da cosa è causato il cambiamento dell’inclinazione dell’asse terrestre? Forti terremoti.  Scioglimento dei ghiacciai. Depauperamento delle falde idriche che modificano la distribuzione della risorsa idrica sul pianeta.

Da cosa è causata la variazione dell’orbita terrestre? Dalla eccentricità di questa che è influenzata dai pianeti (in effetti l’influenza è reciproca ma, comunque, avvertibile se è vero, come è vero, che Nettuno fu scoperto grazie a piccole anomalie nel calcolo di pianeti vicini.

Si è calcolato che in un ciclo di 92.000 anni la distanza della terra dal Sole può variare da 1 milione di KM fino a 16 milioni di Km. attualmente essa vale 5 milioni di Km.
Da cosa è causata la precessione degli equinozi? Ogni 25.800 anni, per quello che viene definito come un effetto trottola, l’asse terrestre che oggi è inclinato nell’emisfero nord verso il sole in estate si trova in afelio, cioè nel punto più distante dal sole, si troverà invece in perielio, vale a dire nel punto più vicino al sole. Detto in parole più semplici  quando l’insieme dei movimenti millenari provocano una diminuzione della quantità di energia solare ricevuta durante l’estate dalle zone prossime ai poli e dalle aree montane (a tutte le latitudini) la neve caduta in inverno non si scioglie completamente e si accumula negli anni, trasformandosi in ghiacciaio. Conseguentemente le calotte polari si espandono ed il nostro pianeta entra in una delle tante  età glaciali della Terra.

Ci sono altri fattori che potrebbero influenzare il clima? Certamente a cominciare dalla attività solare, anche questa legata alla ciclicità del fenomeno delle macchie solari, il cambiamento nella circolazione delle correnti oceaniche, un aumento dell attività vulcanica, FORSE l’attraversamento di spazi interstellari con una maggiore concentrazione di polvere cosmica, l’asimmetrica distribuzione delle terre emerse con queste maggiormente concentrate nell’emisfero nord: e qui assume una rilevanza particolare la tettonica a zolle.

Insomma in queste mie considerazioni ci sono elementi di valutazione che non sono stati sufficientemente valutati, ma ci si è basati su modelli matematici che non possonio essere considerati come semplici calcoli aritmetici: in questo caso si parla di equazioni a più, a più, a più variabili. D’altra parte se non è sempre facile fare previsioni a distanza di 15 giorni non sembra molto attendibile proporre modelli climatici proiettati a 10, 15, 20 anni. Senza contare che non ho ancora letto alcun accenno sulle grandi variazioni climatiche (queste accertate e documentate dalle variazioni delle linee di costa in diverse parti del mondo) accadute quando l’Uomo non ancora compariva sulla Terra.

Elio Bitritto

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: