UE e Italia

A pensar male quando si parla di UE ci si azzecca sempre: questa Unione somiglia sempre più ad una holding ddi malfattori alla conquista dei mercati e delle aziende italiane, con alla guida Macron. Con l’intento di agevolare ed aiutare l’economia di Paesi in difficoltà economiche (intento più che lodevole) l’UE applica ed applicherà un regime agevolato dei dazi sulle merci provenienti da Paesi con la Tunisia. Questo regime agevolato interesserà, nel momento in cui si sarà completata la terza fase, ormai prossima, i seguenti Paesi del Mediterraneo Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.  Lo scopo è quello di regolare i rapporti di libero scambio tra questi e UE attraverso l’abbattimento dei dazi, delle barriere tariffarie e di qualsiasi agevolazione pubblica alle aziende;  in questo contesto stanno procedendo spediti i negoziati tra Unione europea e Tunisia per la creazione di un’area di libero scambio.

L’accordo, denominato Aleca ( Accord de Libre Échange Complet et Approfondi) sarebbe così la concretizzazione del Partenariato privilegiato concesso da Bruxelles alla Tunisia a seguito della Primavera araba del 2011. Come sostegno politico ad un Paese in una difficile fase di transizione, l’Unione europea aveva infatti accordato al Paese nordafricano un regime agevolato dei dazi previsti per la merce in arrivo dalla Tunisia. Un primo passo verso quello che potrebbe poi essere l’Aleca, giunto alla terza ed ultima fase di negoziato lo scorso novembre 2018. Fin qui poco da dire perché prevale l’aspetto della solidarietà nei confronti di un Paese in difficoltà che ha con la Francia un rapporto privilegiato, anche se dal 2011 sono passati otto anni e qualche risultato si dovrebbe vedere. Ed in effetti qualche risultato si è visto subito e naturalmente a discapito dell’Italia, maggior partner commerciale dopo la Francia. Infatti la creazione di questa area di libero scambio con Tunisi comporterà per l’Italia l’eliminazione di qualsiasi barriera doganale e il rischio di dover concorrere alla produzione di determinati beni a condizioni decisamente sfavorevoli. A tal proposito la Coldiretti aveva già lanciato da tempo un allarme rispetto alle massicce importazioni di agrumi e, comunque, di prodotti agricoli sovrapponibili a quelli Italiani, soprattutto alla voce olio d’oliva tunisino che in Italia è aumentata nel 2018 di ben quattro volte favorita per l’appunto dall’accordo di partenariato privilegiato. In questo settore si aggiunge la drastica diminuzione nella produzione italiana a causa della Xilella per cui è facile prevedere che i produttori italiani di olio d’oliva risulteranno ulteriormente penalizzati. Ma naturalmente il danno per l’Italia non si limiterà all’annullamento della produzione nostrana ma riguarderà anche la qualità di un prodotto che in Italia è regolata da precise e severe norme che, naturalmente, non sono replicabili in Tunisia, oltre al costo della mano d’opera per cui ci troveremo, come già accaduto, alla vendita di “olio extra vergine“ ad un prezzo inferiore a quello di un modesto Montepulciano. Una semplice e logica forma di tutela per i produttori italiani sarebbe quella di una certificazione controllata dei prodotti agricoli con ispezioni ed analisi sui campi: ma questo l’UE non lo consente e poi ci si chiede perché Salvini e Meloni invochino una maggiore attenzione ai problemi italiani (che non siano quelli del bilancio o del PIL o dello spread), e guarda con preoccupazione a quelli che l’UE chiama leader sovranisti, populisti e “fascisti”. La spiegazione è semplice: a quelli che ci hanno ridotto in miseria, a quelli (Gentiloni) che hanno regalato alla Francia estese zone di mare particolarmente pescoso, a quelli che destabilizzano la Libia per sostituire l’Italia nei rapporti commerciali (leggi rispettivamente Francia e petrolio), a quelli che degli italiani non hanno cura, a quelli che instillano ODIO indicando falsamente gli elettori di Salvini e Meloni come fascisti non si può rispondere che in un solo modo, mandandoli a fare un altro mestiere … per non essere volgare!

Elio Bitritto

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