I porti sicuri secondo i bugiardi

Da mesi va avanti l’ignobile farsa della definizione di “porto sicuro” da parte dell’establishment europeo e dei bugiardi di sinistra. Secondo questi individui i “porti sicuri” sono Malta e l’Italia e quindi tutti i pseudo-naufraghi che le navi pseudo-ong vanno raccogliendo nel mediterraneo si regolano di conseguenza. Naturalmente a loro non interessa sapere cosa faranno una volta a terra: basterà essere convinti di aver fatto una buona azione e che pd ed associati, vaticano ed anime belle ne approvino le azioni. Da mesi ed anni si cerca di indicare come porti sicuri anche quelli  tunisini ma la cosiddetta grande stampa e le varie TV, evidentemente per interessi di bottega ed aiutati da una magistratura orientata nello stesso senso continuano ad ignorare una verità lapalissiana  per cui le navi ong, dopo aver bighellonato per giorni e giorni in terra di nessuno, dopo aver portato all’esasperazione clandestini ed equipaggio, dopo aver “pompato” il disprezzo dell’opinione pubblica nei confronti di chi ha deciso di porre un freno a quella che è una vera e propria deportazione, riescono ad approdare in Italia o di forza come l’ineffabile Karola o grazie allo “stato di necessità” invocato dalla magistratura che non si pone il problema del porto sicuro più vicino o che le suddette navi in due settimane potevano andare e tornare dalla Spagna  due volte o dalla Corsica tre volte. Oggi vengono fuori i dati sulle presenze turistiche in Tunisia a torto, anzi falsamente e subdolamente giudicata “nazione non sicura”: questi dati sono significativi della “SICUREZZA” che la nazione tunisina offre ai propri ospiti dato che l’andamento del settore turistico in Tunisia è largamente positivo. Il numero dei turisti in arrivo al 10 agosto scorso ha infatti raggiunto i 5.438 milioni (diconsi cinque milioni e mezzo di turisti!!!) con un incremento del 12,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo i dati pubblicati dal ministero tunisino del Turismo e dell’Artigianato. Questo risultato, precisa la nota, è dovuto principalmente al ritorno in forze dei turisti europei (+18,8% a fine luglio), in particolare inglesi (+110,3%), francesi (+18%), tedeschi (+6%) e russi (+0,9%). Si registra anche un aumento dei turisti maghrebini, cresciuti del 12,4% rispetto allo stesso periodo del 2018, in particolare del 15% in provenienza dall’Algeria e del 26,3% in provenienza della Libia. A fronte di questi dati credo sia impossibile continuare a sostenere la tesi portata avanti dal PD e soci (compreso il vaticano) e credo che anche la magistratura dovrebbe prenderne atto, sempre in nome della legge. Le entrate finanziarie derivanti dagli ingressi turistici sono aumentate del 44,2%, le notti in hotel a fine luglio hanno fatto registrare un aumento del 13,3%. Il ministro del Turismo tunisino, René Trabelsi, si è dato per obiettivo di superare i 9 milioni di visitatori a fine anno.

Elio Bitritto

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