Attenti a quei due

C’è un certo senatore grillino che ho avuto modo di apprezzare in occasione di una sua visita a Vasto: un po’ sopra le righe ma, sostanzialmente, corretto, un intervento molto “politico” e poco “Masaniello”. C’è però stata una evoluzione, o meglio, una involuzione: in biologia accade, per esempio che un gasteropodo dall’avere un esoscheletro sostanzialmente dritto, di forma allungata, poco alla volta assuma una forma logaritmica e, proseguendo nel tempo, torni ad avere una forma longilinea … prima della estinzione della specie: l’esempio tipico è dato da alcune ammoniti. Al termine di queste mie reminiscenze paleontologiche devo constatare che lo stesso fenomeno si è manifestato anche nel senatore Morra che è riuscito ad adeguare il suo linguaggio politico a quello di un qualsiasi renziano. Questo signore, non avendo evidentemente molto da fare, invece di occuparsi della Commissione da lui presieduta (l’Antimafia), si occupa di Salvini che, anche al più sprovveduto del politicanti,  non sembra avere particolari affinità con il fenomeno. Dicevo che il Morra se ne esce con questa dichiarazione che dimostra la forzatura del ragionamento (forse ragionamento è parola troppo forte!) “Salvini dopo che l’8 di agosto ha fatto sapere urbi et orbi che bisognava interrompere l’esperienza di governo ha avviato un tour, non un pellegrinaggio, incontrando cittadini, venendo contestato, ma soprattutto ostentando il rosario. Ora in terra di Calabria ostentare il rosario, votarsi alla Madonna, dove c’è il santuario cui la ‘ndrangheta ha deciso di consegnarsi significa mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare”. Ora, che Morra possa non “amare” Salvini, non credo possa esser una colpa: ma arrampicarsi sugli specchi come un qualsiasi “geko acchiappa mosche”, non gli fa onore soprattutto se avesse la capacità di capire che ha tacciato di mafia tutti coloro che vanno a messa o dicono il rosario in Calabria. Chiedersi il perché di questo atteggiamento è inutile perché non è facile, neanche a Morra riuscire a capirsi.

C’è un altro personaggio che in questi giorni si sta distinguendo per il suo amore nei confronti di Salvini: costui è Padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, che non fa mai un accenno al Vangelo ed a Gesù ma preferisce esprimersi (una per tutte) in tal guisa “Il modo di trattare la questione migratoria, le numerose manifestazioni di chiusura e di grettezza. Il discorso politico ridotto a contrapposizione tra sovranismo e cosmopolitismo. Il linguaggio d’odio sdoganato, l’uso dei simboli religiosi per la propaganda. Ho visto in pericolo la dignità umana e l’amicizia sociale”. Ora il buon (?) Padre Spadaro vede il verde della Lega trasformarsi nel “nero” della Destra (il furbetto non dice Fascismo ma si limita a dire Destra assimilandone il significato), soprattutto pone l’accento sull’uso dei simboli religiosi usati per la propaganda politica. A parte il fatto che l’età del braccio destro di Francesco (primo ed ultimo spero) è tale che ha sicuramente vissuto l’era storica dello “scudo crociato”, che la DC era il partito dei “baciapile”, che lo stesso De Gasperi inventò lo slogan “Nella cabina elettorale Dio ti vede Stalin no”, mi chiedo con quale diritto lo stesso, con una serie di preti “similguevaristi”, si permetta di parlare della politica di uno Stato indipendente e sovrano, con quale diritto si arroghi il diritto di parlare dei “muri” in relazione alla questione migratoria quando in Italia gli unici muri INVALICABILI sono e restano quelli delle “Mura Vaticane” e, se fosse minimamente pervaso da spirito caritatevole, perché dedica il suo tempo esclusivamente a Salvini invece di informarsi su Bibbiano o sulla denuncia che Monsignor Carlo Maria Viganò, temi che appaiono obbiettivamente molto più vicini a chi si occupa (si dovrebbe occupare) di cose di Chiesa.

Voglio concludere questo mio intervento con una considerazione che, spero, i vari Morra e compagni, i vari Spadaro e confratelli, possano condividere (sempre che la possano capire): Matteo Salvini ha baciato il rosario prima del discorso di Conte in Senato: questi ha colto l’occasione per attaccare Salvini anche su questo aspetto dicendo “Chi ha compiti istituzionali dovrebbe evitare di accostare a slogan politici i simboli religiosi”: allora i suddetti Morra e Spadaro cosa pensano di Conte che, dopo essere andato in pubblico pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, ha ostentato l’immagine di Padre Pio durante la trasmissione Porta a Porta?

Elio Bitritto

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