Scalfaro, Napolitano, Mattarella

In questo breve ma funesto elenco di presidenti della Repubblica Italiana manca in realtà Ciampi che non viene preso in considerazione perché, a differenza degli altri, un merito lo ha avuto: ha fatto riscoprire agli italiani l’esistenza della Bandiera tricolore e del Canto  degli Italiani conosciuto anche come Fratelli d’Italia, Inno di Mameli, Inno Nazionale: fece conoscere questi due simboli agli italiani di sinistra, quelli che si riconoscevano sotto la bandiera rossa, magari quella dell’Unione Sovietica: oggi anche i post comunisti la sventolano sia pure per emulazione e con qualche clamorosa scivolata storica come quella della ineffabile Alessia Morani, deputato del Pd, laureata in Giurisprudenza (sic!) che chiede in una trasmissione televisiva di non far vedere più Luca Traini (l’esaltato che, per vendicare l’atroce morte di Pamela Mastropietro ad opera di immigrati esplose diversi colpi di pistola nei confronti di alcuni di questi, ferendone sei) con il tricolore sulle spalle dicendo testualmente “È una vergogna quella foto di Traini col tricolore: il tricolore è nato con la lotta antifascista”.

Chiusa la parentesi su Ciampi dovrei contare tutte le malfatte dei tre personaggi, ciascuno responsabile di una parte, più o meno grande, dello sfascio morale, politico ed economico in cui si trova l’Italia. Il primo, Oscarino, pervaso da un profonda stima di … se stesso: celebre il suo “Non ci sto” pronunciato il 3 novembre 1993 in un discorso  reti unificate in cui reagiva alla accusa dell’ex capo dei servizi segreti, Malpica, che aveva dichiarato che nel periodo in cui Oscarino era stato ministro degli interni aveva incamerato cento milioni al mese (4 agosto 1983 – 29 luglio 1987) di fondi riservati di cui non era necessario dare giustificazione (ad occhio e croce sei miliardi).

Di Napolitano i ricordi sono più recenti ma altrettanto inquietanti  anche se non per i soldi (sempre lasciando stare i fondi che dall’URSS arrivavano in Italia al PCI, anche dopo la famosa “questione morale…”). Che dire del personaggio? A parte il fatto che fu vanamente inseguito da un giornalista che gli chiedeva conto della “cresta” sulle note spese dei rimborsi aerei quando era deputato europeo come un qualsiasi impiegatuccio, il fatto grave è stato l’aver consentito quello che fu in pratica un colpo di stato (come testimoniato anche da giornalisti e politici della sinistra europea). Squallido ? ma starà alla sua coscienza rendere conto: ormai fa il turista protetto, un po’ come il fratino anche questo NON in via di estinzione  come se qualcuno avesse realmente bisogno di fargli del male: altro che decreto Salvini bis, personaggi come Napolitano o la Boldrini fruiscono di una protezione  che prescinde  da qualsiasi decreto.

Di Matterella, a parte il fatto che è l’autore del sistema elettorale detto “Mattarellum” cui aggiungerei l’aggettivo “bizantinum” per le sue origini democristiane, si distingue per questo suo atteggiamento da U-Boat, sta in agguato in silenzio e probabilmente la sua tomba non sarà un qualsiasi loculo o cappella di famiglia, ma una piramide, sia pure piccolina per la sua appartenenza al gruppo delle mummie che sembrano “morte”, “immobili”, ma in realtà è in agguato e sai che appartiene ancora al regno dei vivi quando il siluro esplode. Voto SI o voto No? Ma cosa volete che glie ne importi a Mattarella di consentire agli italiani di votare e di stabilire una maggioranza certa? In nome di cosa potrebbe decidersi a sciogliere le Camere? Per favorire la destra chiaramente in maggioranza nel Paese? Giammai! L’Europa non vuole e se un presidente della Repubblica come Macron dichiara che gli italiani sono vomitevoli, cosa di meglio che andare a fargli visita?

Elio Bitritto

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