Oggi sarebbe stato il giorno del Jova Beach Party. Considerazioni a margine

Dai consiglieri Comunali della Lega, Cappa e D’Alessandro, riceviamo e pubblichiamo.

《Oggi sarebbe stato il grande giorno del Jova Beach Party. Il condizionale passato è d’obbligo poiché, come sapete, il grande giorno per Vasto e per Jovanotti non ci sarà. Menna, Della Penna e compagni, che portano per intero la responsabilità del mancato evento, non solo non hanno chiesto scusa alla città ma hanno alimentato uno scontro istituzionale senza precedenti cercando di scaricare sul Prefetto Barbato, ineccepibile servitore dello Stato, la colpa di un autentico disastro, con un rischio: che il Tribunale si sostituisca alla politica.

Ovviamente, se esistono questioni di rilevanza penale, se vi sono stati reati da perseguire, è sacrosanto che se ne occupi la magistratura. A noi, che facciamo politica, interessa soprattutto l’Aula della politica. E l’Aula della politica è l’Aula Vennitti, dove si tiene il Consiglio comunale, dove siedono gli eletti dal popolo, dove non si fanno processi, ma si dibatte su questioni politiche e si vota. Durante l’ultimo Consiglio, la maggioranza è scappata facendo mancare il numero legale. È scappata per non trattare un Odg sul Jova Beach Party. Se fosse rimasta in Aula, avrebbe trovato una minoranza disponibilissima a un documento comune per tentare di salvare il mega concerto. Ora, alla stessa maggioranza, chiediamo di riparare a quella fuga, di dimostrare di non avere nulla da temere, e di convocare appena finite le vacanze (quelle estive, non natalizie) un Consiglio monotematico sul mancato evento. Se non lo farà, toccherà alla minoranza, come sempre accaduto, richiederlo per fare chiarezza, davanti ai cittadini, sull’intera vicenda che, al pari del senatore D’Alfonso, stiamo ricostruendo nei minimi particolari.

Il Ferragosto è passato, il Jova Beach Party anche, le vacanze volgono al termine. Prepariamoci a un confronto alto e civile per dare una risposta non artefatta, non viziata da coloriture politiche, a tutti i cittadini vastesi, alle decine di migliaia di persone che sono state illuse, ai tanti operatori turistici che sono stati danneggiati, alla città che è stata sfigurata agli occhi del Paese.

Andiamo presto in Aula non per processare, ma per ascoltare il Sindaco, l’Assessore e la maggioranza, per dibattere e votare. Senza tentennamenti, senza sotterfugi, senza inutili ritardi. Maggioranza e minoranza hanno un solo obbligo: fare chiarezza davanti ai cittadini. Per i cittadini. Lo chiediamo ai consiglieri di maggioranza ma, soprattutto, a quelli di minoranza: Alessandro d’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Dina Carinci e Marco Gallo. Guai se gli elettori dei partiti e dei movimenti di minoranza (minoranza dal 2016 per una manciata di voti) dovessero cogliere un qualche segno di titubanza o di debolezza. Non lo perdonerebbero.

Non è vero, come dice Jovanotti, che “hanno fermato la festa di Vasto senza una ragione reale”. L’hanno fermata non per i pareri negativi espressi da pericolosi fascisti che vogliono imporre la legge del No. L’hanno fermata per i pareri negativi espressi dal Comandante provinciale dei Carabinieri, dal Questore, dalla Guardia di Finanza, dai Vigili del Fuoco, dalla Polizia Stradale, dall’Anas, dalla Capitaneria di Porto. Questa è l’unica verità, questa è la verità che va affermata fuori e dentro l’Aula. Presto, al più presto. Senza se e senza ma.

Non farlo sarebbe di una gravità inaudita. Significherebbe essere compiacenti con chi vuole mettere in discussione l’operato di autentici galantuomini che hanno agito e deciso non guardando all’interesse, ma solo ed esclusivamente al rispetto di quanto prevede la Legge. Legge che non è di destra, di sinistra o di centro. È la Legge》.

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