Che Fare? Che Dire?

So bene che sto scomodando un  testo sacro del komunismo di un altrettanto sacro padre dello stesso komunismo: ma credo sia necessario prendere coscienza di una realtà ormai evidente, quella di un M5S allo sbando in cui si parla a vanvera e si assumono atteggiamenti provocatori con un galletto, Di Battista, che fa il battitore libero dato che non ha incarichi parlamentari e di governo. Non stupisce più di tanto, soprattutto dato lo spessore culturale del ragazzo. Diverso è il giudizio che a questo punto si deve dare di Di Maio e di una compagine quanto meno approssimativa nella gestione della cosa pubblica e negli atteggiamenti, anche di galateo istituzionale di cui si vantano senza alcun fondamento. Non faccio di tutt’erba un fascio perché conosco persone di indubbia capacità ed onestà intellettuale ma non posso fare a meno di pensare che, ad esempio, il potere della magistratura, già abnorme e non bilanciato da alcun contrappeso, lo diviene ancor più con l’abolizione dell’istituto della Prescrizione. Questa non è, come vorrebbero far credere Bonafede e soci, un metodo per rinviare sine die un processo, rischio che certamente si corre sempre, ma così si autorizza un magistrato a tenere sotto scacco un imputato, non un reo, ma un imputato che potrebbe dover dedicare la propria vita e le proprie sostanze  nella difesa ad una accusa che potrebbe rivelarsi infondata. Viene assunta a norma di legge la teoria di Davigo secondo cui non esiste l’innocente e gli errori giudiziari non sono errori della magistratura ma della polizia … che però esegue gli ordini del magistrato. A corollario di questa infamia giudiziaria l’autoassoluzione del magistrato che giudica sulla base di quello che la polizia dice. Bene Bonafede si sta allineando a questa infamia portata avanti anche dall’amico “Misfatto Quotidiano”. C’è poi la finezza di Di Maio che, riferendosi a Salvini non gli dà nome ma lo indica come “quello là”. E vogliamo parlare di quella bella figura del ministro della “guerra dei bottoni”, Elisabetta Trenta che del suo ministero ha un concetto a dir poco da Casa del Mulino Bianco. Non voglio infierire su Toninelli che si fa male da solo e maramaldeggiare non è nel mio stile. Mi fermo a questi, per ora, con la speranza che la stupidaggine detta da Di Maio circa il fatto che la Lega voti con il Pd sulla TAV indica una convergenza tra questi due partiti sia da questi capita: naturalmente il buon Di Maio dimentica di dire che ha le stesse posizioni del Pd sulla famiglia (vedi la farsa di Verona) e vota con il Pd sulle leggi pro LGBT+++! Almeno la furbizia di ricordare le stupidaggini che dice altrimenti la figuraccia è doppia.

Elio Bitritto

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