L’Italia, l’Unione Europea e le migrazioni illegali

Scontri tra residenti italiani e ‘profughi’ o ‘ migranti’ a Treviso ed a Roma Nord sono avvenuti recentemente, a Firenze, a Milano, in Calabria, nel casertano ed in altre parti d’Italia nel recente passato.
In un ‘Italia in piena crisi economica le tensioni per occupare lo stesso spazio tra i ‘nativisti’ e gli ‘immigrati’ sono inevitabili. Per decreto ministeriale o del prefetto una comunità vede arrivare sul proprio territorio all’improvviso e senza essere stata consultata persone per colore della pelle, il segno più evidente della differenza, abitudini alimentari e religiose, comportamento sociale, abbigliamento. Un incontro del genere si trasforma in uno scontro perché la gente si sente aggredita a casa propria.
Va subito chiarito, però, che c’è chi tra gli italiani ci guadagna sulla questione delle migrazioni illegali dal Medio Oriente e dall’Africa sub-sahariana.
Le migrazioni sono un grande business ed è proprio il lucro immediato dei pochi, ma influenti, che rende il fenomeno dell’immigrazione illegale una questione tanto delicata ed una soluzione facile tanto difficile da trovare. Gli interessi economici in gioco sono tanti ed enormi.
Ci sono i ‘terzo-mondisti’ tardo-marxisti o i buonisti cattolici del tipo ‘ siamo tutti fratelli’ che, almeno a parole, sono pronti ad aprile le porte e permettere a chiunque riesce a superare la ‘ prova del mare’ di venire a vivere in Italia. come il caso della SeaWatch 3 comandata dalla tedesca Carola Rackete ha dimostrato qualche settimana fa .
Vanno anche prese in considerazione, come parte del problema, le norme europee, come il trattato di Dublino, che obbliga il paese dell’UE dove I migranti arrivano ad occuparsi di loro. L’Italia, con Malta, che è al confine geografico dell’Europa meridionale ,è il punto di arrivo più vicino dalla Libia.
Così come stanno le cose è ovvio che l’Italia non può accogliere l’eccedente demografico di un continente come quello africano in piena esplosione demografica. Stiamo vivendo l’inizio di spostamenti enormi di gente dal sud sotto-sviluppato verso il nord industrializzato del pianeta. Le migrazioni illegali e la guerra santa, ossia lo scontro tra il fondamentalismo islamico e I paesi di tradizione cristiana, sono già e lo diventeranno sempre di più nel corso di questo secolo, le due questioni epocali a cui si dovrà cercare di trovare non una soluzione, perché in pratica è difficilissimo farlo pacificamente, ma necessari accomodamenti.
L’Italia faccia valere al più presto quello che paesi d’immigrazione come il Canada o l’Australia fanno valere da sempre. NON entra chiunque come e quando vuole sul suo territorio. Stabilisca delle quote annuali di immigrati o profughi e li faccia arrivare con tutti i crismi della legalità.
Ciò eviterà di vedere l’immigrato come un fuorilegge che viene sfamato a ufo dallo Stato senza lavorare. Si eviti soprattutto di fare delle migrazioni un sistema di sfruttamento, di nuova schiavitù, nelle mani della criminalità organizzata.
Solo così, c’è da sperare, si riuscirà a trovare un modus vivendi et operandi tra diritti e doveri sia del migrante o del rifugiato politico che della società di accoglimento.

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