L’elezione stentata di Ursula von der Leyen grazie al M5S

Sull’elezione stentata, grazie al M5S di Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione Europea. L’UE che aveva bisogno di un taglio epistemologico per crescere ed affermare la propria individualità, ha scelto il trasformismo. L’elezione stentata di Ursula von der Leyen (grazie al M5S che ne pagherà il fio elettorale) rappresenta il rifiuto dell’UE di trasformarsi in una unione di popoli. E’ rimasta alantista, succube di una burocrazia elefantiaca, espressione dell’iperliberismo economico, in poche parole una semi-colonia degli USA. Ancora più preoccupante la nomina, imposta da Macron di Christine Lagarde a Presidente della Banca Centrale Europea. La Lagarde è una arpia del capitalismo apolide e senza controlli degli speculatori. Causerà tanti danni e l’Italia sarà nel suo mirino. Mala tempora currunt. Nel frattempo il Colle ed i senatori a vita stanno tramando per sganciare il M5S dalla Lega e proporre una alleanza tra il PD, magari con un Renzi redivivo alleato di Calenda, e il M5S. Si prepara un governo Conte bis, ma alleato del PD, senza tornare alle urne? E se i due contraenti non riusciranno a metersi d’accordo sul nome del nuovo Premier, uscirà come per magia dal cappello del prestigiatore della democrazia italiana, il Presidente Sergio Mattarella, una persona competente e super partes, si dirà, Mario Draghi. Fantapolitica? Affatto.

Filippo Salvatore

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