Le analisi tendenziose di Repubblica su Salvini

‘Amico di Putin, ma desideroso di diventare l’uomo di Trump nel Mediterraneo. Isolato rispetto all’establishment europeo, in urto frontale con la Francia, disistimato dalla Germania, ignorato dalle altre cancellerie’.

Ecco come Repubblica del 16 luglio 2019, presenta il ruolo di Matteo Salvini in politica estera. Analisi tendenziosa che tende a presentare il governo gialloverde di Conte come isolato e debole. NON è affatto il caso.E mi spiego. In realtà sono anni che il Governo italiano non esprime una posizione indipendente. I soli che dalla fine della seconda guerra mondiale hanno espresso una volontà di autonomia nei confronti degli USA sono stati Giulio Andreotti con la sua posizione pro-araba in Medio Oriente, Aldo Moro con le sue ‘convergenze parallele’ tra DC e PCI (finita tragicamente con il suo assassinio da parte delle Brigate Rosse al soldo dei servizi segreti americani) e Bettino Craxi che a Sigonella ha fatto valere l’indipendenza ed il predominio dell’Italia sul diktat americano. Dopo il 1989 e la caduta delle ideologie il PCI, ormai dichiaratamente atlantista, si è trasformato in Quercia, Margherita, La Cosa, PD, in ossequioso servo degli USA ed ha puntato sulla vocazione europeistica dell’Italia, grazie al ruolo di R. Prodi e G. Napolitano, M. Monti, M. Renzi e C. Gentiloni la sinistra italiana si è rivelata piccina ed ubbidiente, servile, sempre pronta ad un ruolo ancillare, producendo i risultati economici catastrofici che conosciamo. Negli ultimi trent’anni non è prevalsa ‘la fine della storia’ come annunciava trionfalmente F. Fukuyama, ma si è tornati ad un mondo multi-polare. Ed è in questa nuova realtà che vede come protagonisti la Cina, la rinata Russia ed il mondo musulmano ( l’UE è essenzialmente una semi-colonia americana) che va inserito il ruolo dell’Italia di oggi, quella emersa alle elezioni del 2018 ed alle europee del 2019. L’Italia, con Di Maio che ha firmato accordi con la Cina ed ha aderito alla collaborazione economica della Via delle Seta, con Conte che ha ricevuto con tutti gli onori V. Putin a Roma, e con Salvini che ha stabilito contatti con la Russia nell’autunno del 2018, sta affermando dopo Craxi ( che NON credeva nel progetto europeo) una libertà di manovra nazionale, diversa da quella della sinistra. L’Italia sempre più euro-scettica sta elaborando una politica estera equidistante tra USA, Russia, Cina e mondo arabo. Il viaggio di M. Salvini a Washington ed a Gerusalemme dopo il risultato delle elezioni europee del maggio scorso, si è voluto rassicurante verso gli alleati tradizionali, ma è servito anche ad affermare il ruolo di protagonista che l’Italia intende svolgere nel Mediterraneo e sulla questione delle ‘migrazioni illegali’ dall’Africa.
L’Italia potenza mediterranea e sempre di più scettica verso il mito di un’Europa Unita dalla Lapponia a Lampedusa, tentata dall’Italexit. E’ una visione alternativa rispetto a quella degli ultimi tre/quattro decenni che ha la sua logica e legittimità. E l’elettorato italiano sta premiando i partiti che la esprimono, la Lega ed il M5S e Fratelli d’Italia. Chi si oppone a questo modello nuovo è la vecchia nomenklatura di sinistra che domina ancora in gran parte dei mezzi d’informazione italiani filo-europei, atlantisti, economicamente iperliberisti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: