Altro che Italietta!

‘Se non si costruisce un’alternativa, Salvini può veramente governare trent’anni. Qui c’è l’idea di un’Italia piccola piccola, autarchica, chiusa in se stessa e nelle sue paure, un’Italietta’. ( Marco Damilano, L’Espresso).
Conclusione erronea che non tiene conto dell’emergente centralità di cambio di paradigma storico, ossia del ritorno ad un neo-Rinascimento mediterraneo.
Condivido l’idea che in Italia ci debba essere una forte opposizione, due schieramenti opposti concordi nel rispetto delle regole democratiche del contratto sociale. Il berlusconismo. o quello che ne rimane, ed i diversi partitini, sono ruderi obsoleti da far scomparire con una legge elettorale nuova. Quello che sfugge al direttore de L’Espresso, Damilano, è il valore positivo del riemergente concetto di PATRIA, così come Giuseppe Mazzini l’intendeva. Patria come modello positivo, nobile a cui ispirarsi, ed i cui interessi collettivi far valere senza scadere nell’ottuso nazionalismo.
L’ecumenismo cattolico, l’internazionale marxista, e il capitalismo selvaggio della globalizzazione sono modelli che si sono rivelati fallimentari. E’ la civiltà atlantica e la supremazia dei WASP (white anglo-saxon protestants) che è in crisi, anche se il sistema bancario è ancora in gran parte nelle loro mani. Sta riemergendo la centralità del Mediterraneo come crogiuolo, come incontro/scontro di civiltà. E in questo nuovo modello riemergente l’Italia non è più periferia, ma centro della storia, a causa della sua posizione geografica. Non è quindi alla emergenza di un’italietta a cui stiamo assistendo, come afferma Damilano e gente che la pensa come lui, ma ad un ruolo da protagonista di una rinata, grande, nazione italiana.
Il ritrovato orgoglio nazionale del governo attuale permetterà all’ Italia di svolgere un ruolo nuovo, centrale, come mediatore tra Europa, USA, Russia, Africa e Asia.
L’Italia fu grande quando obbligò il Sacro Romano Impero germanico a latinizzarsi e trovò, nei liberi comuni, nelle repubbliche marinare e soprattutto nella figura di Federico II di Svevia, un tedesco italianizzato, i suoi protagonisti.

Filippo Salvatore

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