Che fare per governare i flussi migratori

Quali sono i pasi necessari da compiere per governare i flussi migratori dall’Africa? Ecco cosa ne pensa Franco Venturini, editorialista del Corriere della Sera.
Venturini traccia un ritratto accurato della situazione così com’ essa appariva il mese di luglio del 2017, all’apice degli arrivi illegali dalla Libia, da 15 a 20 mila persone al mese.

Le sue soluzioni: abbandonare il trattato di Dublino; centri di accoglimento sul territorio africano; aiuti alla Guardia Costiera libica (quella sana) e un esercito europeo per controllare un esodo di proporzioni bibliche di africani diseredati sempre più numerosi.

Non menziona però un dato nuovo, fondamentale, accettato peraltro da tutti : il diritto degli stati a difendere i propri confini.

Ciò significa che l’Italia deve mettere in opera una politica ‘difensiva’ che finora non ha potuto praticare: il ricorso all’uso della forza per impedire l’imbarco di ‘migranti’ dalla costa libica o il respingimento verso il punto di imbarco dei barconi.
L’Italia dovrà così volens nolens considerare la Libia una sua “quarta sponda’ e svolgere un ruolo da protagonista nella emergente ‘questione mediterranea’.
Concordo con Venturini: il futuro dell’Europa si gioca nel Mediterraneo, crogiuolo di tre continenti e luogo d’incontro/scontro tra civiltà antagonistiche.
Ricordo, en passant, che l’Italia fu veramente grande quando seppe far valere la sua posizione geografica al centro del Mediterraneo per far emergere spirito imprenditoriale ( comuni e repubbliche marinare), efficienza amministrativa e latinizzazione dello spirito germanico incarnato dall’imperatore Federico II di Svevia, e dialogo, non solo tolleranza, da pari a pari, con il mondo islamico.

Ma l’Europa attuale è dominata da banchieri anglosassoni e tedeschi, da multinazionali apolidi, da una elefantiaca burocrazia e considera l’Italia e la Grecia appendici geografiche del continente invece che culla dell’identità europea.

È una Europa senz’anima quella di oggi. La sua vera anima è mediterranea basata sul connubio tra valori spirituali giudaico/cristiani e culturali greco/romani.

Ironia della sorte! Le due culle dell’idea d’Europa sono viste come due cenerentole inaffidabili.

È questa l’Europa che vogliamo?

Filippo Salvatore

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