L’uccellino di ‘Nessuno’, la ‘Capitana’ e una … storia che finisce in merda

Pensieri a margine, ma non troppo

Anche ieri, in città: una giornata di fine giugno che pare di ferragosto. Costretto in casa dalla calura, mi capita di rivedere in tv un vecchio ma sempre piacevole film western, italian style factory. Ancora gustoso nel sorprendente e strano binomio dei personaggi chiave della movie-story: lo scanzonato e stralunato “Nessuno” (il nostrano Terence Hill) e il serioso pistolero in disarmo “Beauregarde” (Henry Fonda).

I testi e i dialoghi, come le musiche, sappiamo che contribuiscono non poco a rendere memorabili per lo spettatore le storie del ‘cinematografo’. Ne “Il mio nome è Nessuno”, prodotto nel 1973 da Sergio Leone, ho riascoltato ancora una volta la nota storiella dell’uccellino salvato dal freddo dalla calda merda di una vacca, e da lì tirato fuori e poi mangiato dal coyote di passaggio. In particolare ho potuto di nuovo porre attenzione alle considerazioni finali, catartiche ove sia possibile, che:
a) “non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda, lo fanno per il tuo bene”;
b) “quando sei nella merda fino al collo, stai zitto, ti conviene”!

Nel giorno dell’assurdo e increscioso epilogo dell’ultima vicenda lampedusana, il mio pensiero è andato alla “capitana” tedesca, la ong Karola Rakete, che a suo parere e capriccio, dopo tanto giocare e farsi beffe degli italiani, ha portato a terra i migranti africani, partiti dalla Libia con lo scopo di emigrare per loro ragioni e convenienze, sebbene contro le leggi del nostro Paese e persino in attivo contrasto navale con i militari italiani doverosamente intervenuti. Ho pensato a lei e alla sua azione nel riascoltare il sonoro del film, al suo strambo oltre che illegale comportamento da ‘eroina’, oltre che a quelli del pd, cui consiglierei di prendere nota, per un recuperato briciolo di dignità politica e umana, della seconda considerazione sopra riportata. Come tanti – immagino – ancora mi chiedo del perché costei, con la sua nave olandese, nei molti giorni trascorsi a zigzagare nelle acque del mediterraneo, apparentemente senza senso ma con uno scopo ben preciso, per … “il bene delle persone salvate”, non le abbia portate in un altro “porto sicuro”, al limite (avendone avuto il tempo e buone condizioni di mare) nei Paesi Bassi o nella sua stessa nazione germanica.

A me è parso evidente che quella … ciambella di merda gettata sui 40/50 e più africani recuperati in mare, dinanzi alla costa libica, fosse in realtà non un gesto … di calda umanità, quanto un ben preciso ‘materiale’ da scagliare succesivamente contro il governo Salvini-Conte-Di Maio e il nostro Paese. Tant’è che dei migranti in questione (chi sono, cosa vogliono, che faranno poi’), … portati in tal modo in Italia o in Europa, senza aver chiesto né ottenuto un permesso di entrata o di soggiorno in uno Stato di cui non hanno cittadinanza, pur senza potersi qualificare quali fuggiaschi o profughi, al solito, non abbiamo saputo nulla, e nulla più sapremo, mentre da ieri e oggi, e poi domani, magistratura e pubblica opinione, partiti e talk-show televisivi, ancora e poi ancora dovranno occuparsi della frau-kapitana, della sua nave traghetto, e della sopradetta … storia di merda, che non salva niente e nessuno. Appunto.

GFP

 

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