Il debito pubblico in Italia e UE

Mi sono preso la briga di andare a controllare l’andamento del debito pubblico in Italia, nell’ultimo decennio: quello stesso debito pubblico che non ci consente di sforare, che ci addita al pubblico ludibrio, che “costringe” quel brav’uomo di Juncker a dire “mi dispiace ma se non fate come diciamo noi vi beccate la procedura d’infrazione”. Ora anche il più cretino degli esseri umani sa che imporre una multa di tre miliardi di euro a chi ne ha già tanti da pagare, ed a questi aggiungere sanzioni e sberle è cosa più che idiota! Se non ci sono soldi tu mi aggiungi altri soldi da pagare! Ma siete cretini? No sono semplicemente dei farabutti he ritentano con l’Italia il gioco ben riuscito con la Grecia. Allora andiamo a vedere la velocità con cui cresce il debito pubblico in Italia e Francia, Spagna e Portogallo nell’ultimo decennio e scopriremo dati interessanti:

Italia: da 102,4%  a 131,2%  crescita del 28,1%

Francia: da  68,8%   a  97%   crescita del 41%

Portogallo: da  71,7%   a  120%   crescita del 67,4%

Spagna: da  39,5%   a  97,2% crescita del 146,1%

In pratica l’Italia è in avanzo primario da decenni, ovvero è uno stato super virtuoso, visto che lo stato, al netto degli interessi sul debito pubblico, spende meno, molto meno, di quanto incassa. La Francia di quel bell’imbusto  di Moscovici ha sforato il rapporto deficit/pil del 3% sistematicamente nel periodo 2012-2017, a differenza dell’Italia che lo ha sempre rispettato (ed anche nel 2018 e nel 2019 secondo le previsioni). L’obiezione, al solito, è la stessa noi abbiamo un debito enorme, per cui siamo brutti sporchi e cattivi e dobbiamo “pagare”.  Questo è vero ma è anche vero che se guardiamo allo schema su riportato ci accorgiamo che l’Italia paga gli interessi  e la velocità della crescita del debito diventa un fattore che dovrebbe preoccupare i soloni della Commissione.

Prendiamo la Grecia: questi buffoni parlano di successo con la Grecia il cui debito pubblico dal 2008 al 2018 è passato da 109,4 a 177,8 con un aumento di oltre il 61%! Ma, oltre al debito, tra i trattati dell’UE ce n’è uno che riguarda il surplus commerciale (che non può superare il 6%), legato alle esportazioni: il senso di questo parametro è quello di evitare che le nazioni puntino tutto sull’export anziché sui consumi interni. Ebbene dal 2012 la Germania lo supera dal 2012 senza che nessun Juncker o Moscovici dica nulla: come si potrebbe definire questo strabismo politico? Una emerita porcheria, concepita allo scopo di fare dell’Italia una seconda Grecia, con buona pace di tutte le quinte colonne e mezze calzette giornalistiche che tifano per la resa incondizionata alla Europa delle banche.

Ma lo sapevate che il debito pubblico non è il solo debito che ha l’Italia? In realtà esiste un debito pubblico esplicito (quello di cui sentiamo parlare tutti i giorni e che è arrivato al 132% del Pil) e debito pubblico implicito, l’Italia si posiziona tra i primi Paesi d’Europa, lasciandosi anche la Germania alle spalle. Per il nostro Paese infatti l’aggregato tra debito esplicito e implicito è al 57%, mentre quello tedesco arriva quasi al 149%. Sono i dati riportati dal presidente dell’Inps Tito Boeri in un incontro dal titolo “Esplicitare il debito implicito”, a cui ha partecipato anche il professore Laurence Kotlikoff della Boston University che ha condotto numerosi studi sul tema.

Boeri ha citato diverse ricerche sul debito pubblico implicito tra cui quella della fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft, che mette l’Italia tra i primi gradini del podio. L’Italia ha numeri nettamente migliori di quelli dei grandi Paesi Ue, come la Francia che ha un debito aggregato del 291% e la Spagna che arriva al 592%. La media Ue è del 266%.

Che poi queste osservazioni vengano da Tito Boeri è importante perché dovrebbe mettere a tacere le solite “cornacchie contro” con buona pace anche di gentaglia come i commissari europei ,,, ma poco ci credo!

Elio Bitritto

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