A proposito dei seminatori di Odio

Seminatore di odio dico io, ma loro, gli intellettuali, dicono “haters”: vuoi mettere quanto più fine, più “in” è esprimersi in un inglese oxfordiano così non pare neanche che uno offenda. Nell’esercizio che gli intellettuali di casa nostra quotidianamente svolgono nei confronti di Salvini e della Lega, la “Stella dell’Odio” va oggi a Natalia Aspesi, firma storica (e piuttosto datata) di “Repubblica”, giornale notoriamente sereno. In premessa devo dire che il cognome, Aspesi, ha subito evocato un ricordo liceale, quello di “Lachesi” una delle tre Parche che decidevano il destino dell’uomo: questa in particolare ne assegnava uno ad ogni individuo e ne stabiliva la durata. Tornando ai giorni nostri, questa vecchia disperata in procinto di andare presto a trovare il compagno Stalin, “sogna di imbracciare un’arma per sparare a Salvini e Di Maio dopo aver praticato ogni genere di crudeltà nei loro confronti”. A parziale se non totale scusante il fatto che ha novanta anni e probabilmente è rimasta turbata dal fatto che un suo fidanzato era gay, forse aveva visto nella nostra Natalia un maschietto. A non farci temere per la vita di Matteo e Giggino in effetti è la stessa “Lachesi” la quale ebbe a dire un paio di anni fa che se avessero vinto i 5 stelle si sarebbe sparata (frequente promessa mai mantenuta tra gli “intellettuali di sinistra” insieme alla ventilata fuga dall’Italia) e quindi probabile tentativo di far parlare ancora di sé in attesa del giorno dei funerali in cui verranno magnificate tutte le sue benemerenze artistiche, letterarie e politiche. Sempre a causa dell’età e del su accennato trauma psico-amoroso, la suddetta vecchietta trova  giustificazione nei suoi buoni propositi di uccidere i due vice premier, invocando la legge sulla legittima difesa e interpretandola come una qualsiasi “Calamity Jane” del Far West poiché, stando a quanto lei stessa dichiara “Anziché spararmi a causa loro, pian piano, ho maturato la fantasia di sparare a loro”. Il fatto è che questa reincarnazione di Lachesi segue un filo logico che dà da pensare alla necessità di un TSO da parte del sindaco Sala quando dichiara “Tutti questi fascistelli con la testa pelata sono diventati tali perché hanno perso il controllo sulle donne (?), non riescono a perdonargli la libertà che hanno (?). Credono che il fascismo sia il modo per recuperare il dominio su di loro (?). Gli uomini sono furibondi. E in Forza Nuova, oppure nella Lega, il loro odio per queste donne diventa un ideale politico (?)”. Come commentare queste fantasie neurotossiche? So che non è possibile se non con la considerazione che questa vecchietta esaltata da se stessa e da chi le sta intorno è considerata un tipico rappresentante dell’intellettuale di sinistra, espressione che, come tutti hanno ormai imparato, è un semplice ossimoro.

Elio Bitritto

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