Avezzano. Dichiarazioni al vetriolo dell’ex sindaco Di Pangrazio

Ad Avezzano il commissario Mauro Passerotti è già al lavoro e 14 ex consiglieri comunali, la maggioranza,  chiedono un incontro urgente a Passerotti inviandogli un documento con le linee programmatiche dell’amministrazione comunale, legate  alle votazioni consiliari del 16 e 18 aprile e dell’8 giugno, relative a problemi che vanno risolti. Donato Aratari, Mario Babbo, Cristian Carpineta, Domenico Di Berardino, Giovanni Di Pangrazio, Maria Antonietta Dominici, Francesco Eligi, Luigia Francesconi, Gianfranco Gallese, Marco Natale, Alessandro Pierleoni, Vincenzo Ridolfi, Leonardo Rosa e Roberto Verdecchia segnalano al commissario prefettizio indirizzi e adempimenti da tener presente, in questo delicato momento, che vanno dalla salvaguardia del tribunale di Avezzano, al riposizionamento del mercato storico in centro, dallo smantellamento dei cordoli della pista ciclabile all’annullamento delle sanzioni del T-red, sistema di controllo della circolazione stradale che ha penalizzato diversi automobilisti. Nell’elenco non manca il monitoraggio sulla procedura esecutiva alla Gielle sas per il recupero delle somme dovute al Comune (1 milione e 15 mila euro), le verifiche sugli incarichi e le spese al legale che ha seguito, per il Comune, la questione della Commissione elettorale.

Vicenda che vede protagonista Giovanni Di Pangrazio, ricandidato alle amministrative dopo le dimissioni da sindaco. Al ballottaggio però a vincere è Gabriele De Angelis (liste civiche di centro destra) il sindaco che sabato si è dimesso perché è mancata la maggioranza per l’approvazione del Bilancio 2018. “La maggioranza uscita dalle urne apparteneva alla mia coalizione” dichiara Di Pangrazio. A palazzo di città c’è una maggioranza diversa dalla volontà popolare. “L’ex presidente del tribunale di Avezzano, in qualità di presidente della commissione elettorale, ha modificato il verbale attribuendo più seggi a De Angelis” e Di Pangrazio ha dato il via al ricorso al Tribunale amministrativo regionale che gli ha dato ragione. Così anche una sentenza del Consiglio di Stato conferma la pronuncia del Tar Abruzzo e assegna 13 seggi alla coalizione di Di Pangrazio e 9 a quella di centrodestra del neo sindaco di Avezzano. “Però è passato un anno per avere il risultato elettorale vero! –  Di Pangrazio parla così dei noti salti della quaglia di alcuni che “sono andati a sostenere De Angelis. Una cosa è certa, siamo partiti come 2 candidati civici e appena dopo il ballottaggio De Angelis ha aderito ad un partito politico cercando di comporre una maggioranza diversa dal risultato elettorale. Un comportamento che non è stato né consono né leale nei confronti dei cittadini. Le coalizioni di partiti devono uscire dalle urne, quando vengono composte in corso d’opera falliscono sempre, lui era un candidato civico e così sarebbe dovuto rimanere”.

Altri contrasti nascono poi per alcune proposte avanzate dai 4 consiglieri civici vicini a De Angelis che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e che hanno chiesto al primo cittadino di rivedere alcune decisioni. Dalla maggioranza i 4 si aggiungono all’opposizione consiliare. “Più volte abbiamo responsabilmente proposto di fare un accordo per la Città attraverso la sottoscrizione di un programma, 10punti di programma presentati appena dopo la sentenza del consiglio di Stato, ma anche dopo per arrivare almeno a febbraio – continua Di Pangrazio – Per amministrare abbiamo dato tutta la nostra disponibilità, sempre, ma non è stato possibile e questo, piano piano, ha portato il sindaco all’isolamento”. Inevitabile che si arrivasse allo scioglimento e al voto di sfiducia di sabato dei 14 consiglieri: “Un astenuto e solo 9 hanno votato per De Angelis, di questi 4 provenivano da coalizioni che non lo hanno sostenuto alle elezioni” chiarisce Di Pangrazio.

Nel documento inviato al commissario prefettizio si sollecitano anche la definizione della procedura arbitrale per il Contratto di quartiere, la chiusura dei lavori in centro per rimuovere gli sbarramenti sulle vie principali, il completamento del progetto Scuole sicure, la ristrutturazione di palazzo e parco ex Arsa. Per la nuova piazza del Mercato domandano al commissario il mantenimento degli alberi, gli storici  Platani. Per i corsi universitario chiedono poi il trasferimento a palazzo Arsa. Oltre alla rimodulazione dell’Urban center, insistono per l’abbattimento degli aumenti tariffari decisi in consiglio comunale il 22 dicembre 2018. Al Commissario chiedono  attenzione soprattutto per i progetti sociali, il Piano per la povertà e il rispetto degli impegni assunti  per le manifestazioni programmate come quella del Circuito di macchine d’epoca (prevista il 28, 29 e 30 giugno 2019). Non ultime le richieste di  ristabilire un rapporto di collaborazione con le associazioni e la riclassificazione urgente del Comune, precedentemente declassato.

Cittadini e progetti meritano una naturale scadenza amministrativa, una scadenza normale che manca. Cosa serve per concludere un mandato?

“Per riuscire a concludere un mandato bisogna ascoltare di più i cittadini e rispettare il programma elettorale di mandato – sottolinea Di Pangrazio che vorrebbe riportare Avezzano alla guida della Marsica  – Bisogna ricominciare da quanto ho cominciato a costruire. Il sindaco di Avezzano deve essere il punto di riferimento di tutti i Comuni della Marsica, colui che va in soccorso che fa le adunanze periodiche con  tutti i sindaci. Avevamo costituito un’assemblea con tanto di Statuto, l’Adunanza dei sindaci della Marsica e lì prendevamo decisioni importanti su trasporti, sociale e ambiente. Il prossimo sindaco deve muoversi in questa direzione, in sintonia con i cittadini anche perché, per dirne una, non è possibile bloccare per 2 anni consecutivi tutto il centro, con i cantieri, mettendo in difficoltà commercianti e creando disagi a tutti. Per ultimo, anche i consiglieri a lui vicini lo hanno consigliato male. A lui va dato atto di essere una persona determinata, abituata a dirigere la sua azienda, ma  è diverso amministrare una città – conclude Di Pangrazio – Non si amministra una città intera chiudendosi dentro una stanza, soli.

Maria Trozzi

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