Lo scandalo di certa magistratura

Corriere della Sera, Il Messaggero e Repubblica ci fanno sapere, sulla base della ricostruzione della Guardia di Finanza, gli intrecci tra magistratura (almeno una parte che è particolarmente importante) e politica: più esattamente una certa parte della politica, che, per essere chiari fino in fondo, viene  individuata nel PD. In generale la carriera lavorativa di un magistrato parte da un concorso particolarmente selettivo (anche se spesso sembra che la professione sia “ereditaria”) deve essere impeccabile e caratterizzata da meriti che saranno valutati per poter aspirare alle cariche apicali. Ciò significa che il magistrato deve essere autonomo, imparziale, obiettivo e non di parte perché è soggetto esclusivamente alla Legge. Ora io mi chiedo, e con me tanti italiani, se queste quattro caratteristiche sono veramente alla base delle loro decisioni, perché troppi magistrati, sono dichiaratamente di sinistra ed approfittano del loro potere discrezionale per formulare sentenze che il buon senso, quello comune, della gente normale, che non ha fatto quei concorsi ma ne ha fatti altri, ritiene “strani”. L’intreccio che poco alla volta si sta scoprendo mi porta a due considerazioni, la prima delle quali si riferisce all’enorme differenza di stipendi all’interno della stessa categoria di “impiegati statali”, soprattutto quando si pensi agli errori che, come essere umani possono commettere e per i quali “non pagano” almeno non allo stesso modo di tutti gli altri cittadini. La seconda considerazione si riferisce ai loro “quattro comandamenti” speciali che tanto speciali non sono dato che ciascun impiegato statale li deve osservare, così come qualsiasi professionista: non è quindi il dover sottostare a particolari “comandamenti” che giustifica i privilegi di cui godono e neanche la difficoltà di concorsi particolarmente impegnativi dato che, per esempio, un docente che volesse insegnare Scienze Naturali, deve affrontare lo studio di numero enorme di discipline tra Biologia, Zoologia, Botanica, Matematica, Fisica, Chimica Geologia e tante altre ancora con tutte le ”sottosezioni” (se così possiamo chiamarle) di ciascuna di queste. Qualcuno ha sentenziato “ma vuoi mettere l’alta funzione etica che deve affrontare il magistrato”? Allora  pregherei i vari presidenti della Repubblica, ministri della Pubblica Istruzione, provveditori agli Studi di evitare la retorica dell’alta funzione che svolge il docente perché quelle poche righe sono l’apoteosi della ipocrisia: e questo vale anche per i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine che, oltre alle medaglie ed alle citazioni, vorrebbero qualcosa di più da mettere sotto i denti. Ancora una considerazione in zona Cesarini: ma con certa magistratura è ipotizzabile che le sentenze siano “orientate” o è una malignità?

Per chi volesse approfondire l’argomento del trattamento economico della Magistratura (in generale) può essere utile leggere quanto fu detto nel corso della seduta n° 105 della quinta Commissione del Senato (Finanza e Tesoro) il 3 ottobre del 1956 avente per oggetto Discussione e rinvio del disegno di legge “Disposizioni relative al trattamento economico della Magistratura, dei Magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti, della Giustizia militare, degli Avvocati e Procuratori dello Stato” (1589) che pone le basi della disparità di trattamento economico tra i normali “servitori dello Stato” e gli altri…. sempre in nome dell’assioma di “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: